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21/05/2020

Gara truccata e assunzioni: interdizione per Borzillo

La Repubblica - Chiara Spagnolo

Consorzio Bonifica
servizio ● a pagina 4 Una gara del Consorzio di bonifica disegnata ad arte sull'impresa che avrebbe dovuto vincerla. Il sostegno elettorale chiesto all'imprenditore agevolato. E le selezioni per le assunzioni fatte senza alcun test, per poter assumere persone di fiducia a partire dal genero. Nell'attività del commissario straordinario del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, Alfredo "Ninni" Borzillo, per la Procura di Bari c'erano talmente tanti illeciti da doverne bloccare l'attività. Un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici della durata di un anno gli è stato notificato ieri e la giunta regionale lo ha subito sospeso e sostituito con il subcommissario Antonio Renna.
Per Borzillo la pm Savina Toscani aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma la gip Annachiara Mastrorilli ha ritenuto che la misura interdittiva fosse sufficiente. Oltre a lui sono indagati anche Alessandro Di Bello, attuale direttore generale di InnovaPuglia, che fu consulente del Consorzio; l'imprenditore veronese Enrico Frattini (titolare della Emisfera, la società che sarebbe stata agevolata); Giuseppe Corti, responsabile unico del procedimento incriminato; Vittorio Bonerba e Chiara Romano, rispettivamente coordinatore della divisione Formazione di Etjca spa e dipendente della stessa società, che aveva ottenuto l'incarico di effettuare una selezione di personale per conto del Consorzio. Le ipotesi contestate a vario titolo sono turbativa d'asta e induzione indebita a dare o promettere utilità.
I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardi di finanza - diretti dal colonnello Pierluca Cassano - hanno effettuato perquisizioni anche nella sede dei Consorzi di bonifica. Sono stati loro a riavvolgere il bandolo della presunta gara pilotata partendo da un'inchiesta sull'Arca, l'istituto che gestisce le case popolari, che nel 2018 portò ai domiciliari l'ex direttore Sabino Lupelli e coinvolse l'assessore regionale Filippo Caracciolo. L'appalto da 68 mila euro riguarda il sistema informativo territoriale di Minervino Murge e Loconia e sarebbe stato definito avendo già in mente chi doveva vincere. Ovvero quell'Enrico Frattini che a Borzillo era stato presentato da Enrico Santaniello (non indagato), assessore all'Urbanistica all'epoca del governatore Raffaele Fitto. A lui l'imprenditore scriveva nella primavera 2017: «Ieri sera di Chiara Spagnolo ho incontrato il nostro amico a Bari, da un punto di vista tecnico non ci sono problemi e quindi manderò ai suoi relazione e offerta progetto. Però mi dice che è tutto bloccato con te e che solo voi potete sbloccare» .
Ovvero che il Consorzio era in dissesto e che solo la politica poteva finanziarlo. Un problema che lo stesso Borzillo rimarcava a Frattini, con il quale i rapporti venivano mediati da Di Bello, all'epoca consulente del Consorzio e poi consulente della società che si è aggiudicata l'appalto, in quello che la Procura della Repubblica definisce «un evidente conflitto di interesse».
All'imprenditore fu chiesto di predisporre il capitolato della gara, che poi fu firmato dal dirigente Corti, e anche di individuare le altre ditte da invitare, «probabilmente ditte compiacenti - scrive la gip - che gli avevano garantito che non avrebbero presentato alcun progetto» . L'appalto fu assegnato a lui (con tanto di varianti per altri 13 mila euro) e in cambio Borzillo chiese aiuto per la campagna elettorale delle politiche 2018, quando era candidato (poi non eletto) alla Camera con +Europa: «Se mi vuoi dare una mano... giovedì vengo su». Un aiuto che Frattini non diede, in realtà, tanto da suscitare le ire del commissario, che se ne lamentò personalmente con Santaniello: «Mi dispiace, deludente quell'Enrico... Io ho fatto aperture per un anno, affidato cose e lui è sparito con mille scuse...».
Dopo le elezioni, l'imprenditore cercò di recuperare il rapporto (forse in vista di appalti futuri, annota la guardia di finanza) ma durante le perquisizioni effettuate subito dopo non furono trovati soldi che avrebbero potuto sostenere l'accusa di corruzione. Più concreto, secondo la giudice, è invece il reato commesso nella definizione della procedura concorsuale affidata a Etjca. Per lasciare maggiore arbitrio, Vittorio Bonerba suggeriva a Borzillo: «Meno paletti mettiamo e meglio è», mentre Chiara Romano spiegava: «Senza fare le prove, facciamo la raccolta dei curriculum e l'elenco degli idonei punta solo sui requisiti che noi indichiamo» . Perché l'obiettivo di Borzillo - a detta della pm - era decidere chi prendere. A partire da Antonio Giorgio, fidanzato della figlia, al quale avrebbe assicurato «l'idoneità e l'inserimento in graduatoria, creando un posto che si adattasse al suo curriculum». Posto che Giorgio lasciò dopo poco con una mossa che tuttavia non farebbe venire meno il reato. Proprio per evitare che altri illeciti possano essere commessi, la gip Mastrorilli ha interdetto Borzillo, togliendogli la poltrona di vertice dell'ente.
L'avvocato di Borzillo, Gianfranco Schirone, ha detto che «attendiamo con celerità di essere interrogati per rispondere a ogni contestazione, respingere le accuse che riteniamo infondate e chiedere la revoca della misura cautelare».

Foto: kSospeso Alfredo "Ninni" Borzillo: la Regione lo ha immediatamente sostituito alla guida del Consorzio