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02/06/2020

Gara Tpl, sotto la lente l’aggiudicazione ai francesi

QN - La Nazione

di Stefano Brogioni FIRENZE Marzo 2016: la Toscana scelse Ratp, affidandogli in un unico lotto il pacchetto del trasporto pubblico locale su gomma. E da allora, è cominciato un braccio di ferro, tra i vincitori - Autolinee Toscane - e gli sconfitti - il consorzio Mobit - che oggi, dopo i contenziosi amministrativi, vive una puntata giudiziaria. E' un appalto gigantesco - 4 miliardi, 11 anni di servizio - e un'inchiesta potenzialmente bomba, quella partorita dalla procura di Firenze, i cui vagiti hanno riecheggiato nella lunghissima giornata di giovedì. Le fiamme gialle - mandate dai pm Antonino Nastasi e Luca Turco - hanno setacciato sia la sede di Scandicci di «Autolinee Toscane» - traduzione italiana del colosso che gestisce anche gli spostamenti dei parigini -, che gli uffici della Regione. In particolare quelle stanze dove il maxi appalto ha gestato, fino a diventare un figlio conteso. Sequestrate carte degli uffici del settore tpl - il dirigente, Riccardo Buffoni, è stato anche il responsabile del procedimento - e quelle dell'ufficio contratti, diretta da Ivana Malvaso. La procura sembra concentrarsi su queste due fasi della gara: quello della procedura e dell'assegnazione. Anche se il robusto esposto presentato mesi fa da Mobit - al cui interno figurano Copit, Cap, BusItalia - ha puntato il dito anche sulla composizione della commissione giudicatrice e sui relativi intrecci tra nomi e incarichi. Intrecci che, secondo i denuncianti, farebbero spostare l'ago della bilancia in favore dei 'francesi'. «Confermiamo la massima fiducia nella correttezza dell'operato dei funzionari dei nostri uffici e siamo certi che anche questo procedimento lo dimostrerà, così come accaduto fino ad oggi con i ricorsi in sede amministrativa», ha detto l'assessore ai trasporti della Regione Toscana, Vincenzo Ceccarelli, dicendosi convinto «che tutto sia stato fatto in modo regolare». Ma per l'opposizione, la gara è da rifare. «Tra un mese dovrebbe scadere il contratto ponte stipulato con One Scarl, che fino ad oggi ha funzionato bene e ha garantito il trasporto pubblico locale - attacca il leghista Jacopo Alberti - . Anche l'assessore Ceccarelli riconobbe in questa governance un modello di efficienza, a questo punto, la gara va annullata». «Lasciamo che sia la magistratura a far luce sulla vicenda - dice la grillina Irene Galletti - ma se l'inchiesta dovesse confermare quanto emerso, sarebbe un terremoto per il tpl toscano». «A prescindere dagli esiti giudiziari, c'è una evidente mancanza di trasparenza», chiude Giovanni Donzelli, Fdi. © RIPRODUZIONE RISERVATA