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09/07/2020

Gara Tpl, il braccio di ferro delle denunce

QN - La Nazione

FIRENZE Il braccio di ferro tra Mobit e Regione Toscana va avanti, a colpi di carta bollata. Con sullo sfondo l'inchiesta della procura di Firenze sul maxi appalto per il trasporto pubblico su gomma, vinto dai 'francesi' di Autolinee Toscane, e le ultime intercettazioni 'choc': nove anni fa, in conversazioni tra politici captate in altre indagini della finanza, si parlava del lotto unico e di quella che diventerà la gara da quasi 4 miliardi di euro vinta dal colosso Ratp sul consorzio locale. Ieri, dopo aver letto ciò che si diceva nell'estate del 2011 nell'ufficio dell'ex assessore regionale Riccardo Conti riguardo al bando unico che stava nascendo, voluto - secondo le ricostruzioni intercettate - dal governatore Enrico Rossi («gara unica, azienda unica»), Mobit è uscito con un comunicato velenoso: «Con grande sconcerto, e con indignazione, questa Società ha appreso che, fino dall'anno 2011, si era formato un accordo segreto ed occulto, diretto a far partecipare Autolinee Toscane/Ratp alla gara che stava per aprirsi ed altresì diretto, con la vittoria di questa, ad estromettere dal mercato le Società pubbliche di trasporto locale oggi riunite in Mobit». «Questa Società ha altresì appreso che nei confronti degli atti fondamentali della gara (la valutazione dei piani economico-finanziari dei due concorrenti ed il decreto finale di aggiudicazione ad Autolinee Toscane/Ratp) sussistono gravi indizi , se non certezze, di turbativa d'asta e di falso in atto pubblico: il tutto, come scrive la Procura, è incastonato in un più ampio contesto di numerosi atti di turbativa e di favoritismo adottati nell'interesse del gruppo francese». Mobit, proseguono, «ha appena notificato nuova diffida, allegando gli atti più rilevanti e significando che, a questo punto e con la attuale consapevolezza della situazione, la ostinazione a procedere con la stipula del contratto di servizio e la estromissione degli attuali gestori realizzerebbe l'obiettivo illecito da altri perseguito, assicurando a costoro il profitto dei reati già commessi». Mobit ha fatto anche un nuovo esposto alla corte dei conti «per reagire a nuovi ed ennesimi atti adottati in favore di Autolinee Toscane/Ratp, tali da aumentare considerevolmente il prezzo di aggiudicazione, con aggravio di almeno 100 milioni per l'erario pubblico ed in contrasto con le norme di gara». La replica: «La Regione Toscana in considerazione dell'atteggiamento gravemente diffamatorio ed alla luce delle illazioni e del clima intimidatorio che il consorzio Mobit sta diffondendo e creando con il chiaro obiettivo di impedire l'attuazione delle sentenze del Consiglio di Stato in relazione alla gara regionale per l'individuazione del gestore del servizio di trasporto pubblico su gomma, ha presentato oggi (ieri, ndr) un esposto presso la procura di Firenze. La Regione si riserva, inoltre, di adottare ogni ulteriore misura necessaria per garantire la tutela dell'interesse pubblico, traducibile nell'interesse dei cittadini ad avere nei tempi più brevi possibili l'attuazione di quanto previsto dal bando di gara in termini di qualità del servizio». © RIPRODUZIONE RISERVATA