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01/02/2020

Gara servizi, ok fatturato minimo

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Delibera Anac sulla qualifi cazione di un raggruppamento temporaneo di imprese (Ati)
Distribuzione quote: maggioranza relativa alla capogruppo
In una gara per servizi è legittimo, in quanto pro concorrenziale, prevedere un fatturato minimo annuo in alternativa a un fatturato medio nel triennio; la previsione che la capogruppo deve possedere i requisiti in misura maggioritaria non va intesa in senso assoluto ma in senso relativo rispetto alle quote possedute dalle mandanti. Lo ha afferma to l'Anac nella delibera 18 dicembre 2019 n. 1207 che, in primo luogo, chiarisce la correttezza dell'operato della stazione appaltante che, in un'ottica pro concorrenziale, ha contemplato non solo il fatturato globale minimo annuo, ma anche il fatturato globale medio posseduto in un triennio individuato nell'arco temporale dei cinque anni antecedenti la data di pubblicazione del bando. Si tratta di una previsione, ha detto l'Autorità, pienamente conforme al bando-tipo Anac n. 3 che consente alle stazioni appaltanti di richiedere il possesso di un fatturato globale minimo o, in alternativa, di un fatturato globale medio, in modo da agevolare la dimostrazione del requisito mediante il ricorso a una media. Nel caso di specie era quindi legittima la doppia scelta: partecipazione di un raggruppamento composto da imprese il cui fatturato minimo annuo raggiungesse, sommato, l'importo di 2 milioni di euro, oppure un raggruppamento che realizzasse tale cifra d'affari considerando la media dei fatturati. Un secondo profi lo trattato nella delibera riguarda la «distribuzione» dei requisiti all'interno di un raggruppamento di imprese, nell'ambito del quale, conformemente al disposto di cui all'art. 83, comma 8, terzo periodo del Codice, è previsto che colui che assume le funzioni di mandatario deve possedere i requisiti in misura maggioritaria. A tale proposito l'Anac ha affermato che la prescrizione non va intesa nel senso che la mandataria deve possedere i requisiti in misura maggioritaria assoluta (ovvero il 51% del fatturato richiesto), ma è suffi ciente che possegga i requisiti in misura percentuale superiore a ciascuna delle mandanti. Tale principio può dirsi pacifi co, essendo stato chiarito in più occasioni sia dall'Autorità sia dalla giurisprudenza. In particolare, il Consiglio di stato ha affermato che l'espressione del possesso dei requisiti in via maggioritaria da parte della capogruppo non va interpretata nel senso della maggioranza assoluta perché ai fi ni della legittimità della partecipazione di un Rti, rileva l'esecuzione maggioritaria delle prestazioni da parte della mandataria, mentre «un'eventuale imposizione del ruolo di mandataria, invece che di quello di mandante, alla società che, per ipotesi, abbia realizzato il fatturato specifico maggiore nel triennio di riferimento equivarrebbe a una indebita compressione dell'autonomia negoziale delle raggruppande, e, inoltre, potrebbe non coincidere (specie nei raggruppamenti verticali) con la natura delle attività propria di ciascuno dei partecipanti». L'operatore economico che, pur in possesso dei requisiti per essere mandatario del raggruppamento, volesse invece partecipare al raggruppamento quale mandante, potrà spendere, aveva detto la giurisprudenza, soltanto una parte dei requisiti posseduti, inferiori a quelli spesi dal concorrente che intende svolgere il ruolo di mandataria, in tal modo salvaguardando il principio del possesso dei requisiti in misura maggioritaria in capo a quest'ultima. Anche per l'Anac, quindi, ai fi ni della qualifi cazione di un raggruppamento temporaneo di imprese, non rileva il fatto che il soggetto designato come mandatario possegga la maggioranza in termini «assoluti» dei requisiti, essendo suffi ciente che la capogruppo sia titolare di una percentuale superiore rispetto a quella delle mandanti, in relazione solo a ciò che è necessario per raggiungere i requisiti minimi di partecipazione. © Riproduzione riservata