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19/09/2018

«Gara regolare», i giudici assolvono il presidente del Coni

Corriere del Veneto

Per le piscine di Legnago
Assolti perché «il fatto non sussiste». Si conclude così, per tutti gli imputati, il processo relativo all'appalto delle piscine di Legnago, storia che risale al 2011 e vedeva tra gli imputanti, Gianfranco Bardelle, presidente del Coni Veneto, e un ex dirigente del Comune della Bassa veronese, Alfonso Cavaliere, per turbativa d'asta, abuso d'ufficio, truffa e uso di sigilli falsi. Il pm aveva chiesto due anni per Bardelle, un anno e mezzo per Cavaliere. Prosciolto anche Roberto Schiavo, presidente del Legnagonuoto, accusato di truffa, per il quale era stata chiesto un anno e sei mesi. La difesa, nell'arringa, ha sostenuto che «non ci sono i presupposti per considerare "escludenti" i requisiti del bando di gara». Le ultime udienze si erano giocate proprio su questo punto. Nel 2011 Padova Nuoto, società presieduta da Bardelle, vinse l'appalto (che chiedeva un'alta garanzia ma che era anche, di fatto, a canone zero) per la gestione delle piscine comunali, perché era l'unica, tra i partecipanti, a poter vantare i 15 anni di iscrizione alla Federazione italiana nuoto. Un «paletto»che, secondo l'accusa, avrebbe messo di fatto fuori gioco tutti gli altri concorrenti, tra cui il veronese Css (che si è costituito parte civile). Secondo la difesa di Bardelle «il requisito è fondato, in quanto il soggetto federativo sta al nuoto come la Figc al calcio, ha una speciale commissione dedicata agli impianti e, oltre alle attività agonistiche organizza anche i corsi di nuoto, specialmente per i più giovani». Quindi la sentenza.

Foto: Nessun reato Gianfranco Bardelle, presidente veneto del Coni, 80 anni

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