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12/10/2021

Gara per il depuratore: in due condannati per turbativa d’asta

Il Tirreno

in tribunale Gara per il depuratore: in due condannati per turbativa d'asta in tribunale
querceta. Due condanne e un'assoluzione per la vicenda della gara da due milioni di euro per realizzare la terza vasca del depuratore di Querceta. Poi inaugurata nel 2019.Il giudice del tribunale di Lucca Gerardo Boragine ha condannato a sette mesi di reclusione e 200 euro di multa Francesco De Ruggiero, 42 anni, e Achille Taglialatela, 52, per turbativa d'asta. Assolto, invece, Rosario Amalfi, 56. Un quarto imputato, Lucio Pezza, 73, era stato condannato in precedenza in un procedimento a parte.L'accusa era di aver collaborato tra loro per ottenere l'appalto della terza vasca di Querceta dalla società idrica Gaia, tramite quelle che il pm Enrico Corucci definì «attività ingannevoli idonee ad alterare il regolare funzionamento della gara». A detta della Guardia di finanza e della Procura di Lucca, l'ingegner Pezza sarebbe stato in conflitto d'interessi. Pezza era consulente di Gaia, con un incarico di assistenza per la progettazione, gestione e manutenzione degli impianti di depurazione: lui stesso aveva lavorato al progetto definitivo, poi messo a gara nel 2015 con un bando pubblico, per la terza vasca del depuratore di Querceta. Ma, secondo gli inquirenti, Pezza avrebbe intrattenuto rapporti professionali anche con la società Impec costruzioni. Di cui Amalfi è amministratore unico, De Ruggiero è responsabile di commessa e Taglialatela responsabile tecnico per l'ufficio costruzioni. Proprio la Impec, associata a un'altra impresa, nel febbraio del 2016 aveva ottenuto il punteggio migliore nella gara. Con un'offerta di poco più di 1,6 milioni di euro. Mentre l'importo di base d'asta era di circa 1,9 milioni.Prima dell'aggiudicazione, però, vennero eseguiti i controlli di routine da Gaia, che era l'ente appaltante. E Gaia, pochi mesi dopo, escluse la Impec dalla gara d'appalto, assegnando i lavori ai secondi in graduatoria. La stessa società idrica sostenne che c'era una commistione di interessi tra Pezza e la Impec. Le carte finirono in mano a Finanza e Procura per l'indagine. Ieri la sentenza.«Gaia - fa sapere il presidente Vincenzo Colle - rispetta ogni singola procedura prevista dal codice degli appalti, settore centrale e sostanziale della nostra gestione. Il risultato di oggi (ieri, ndr) conferma quanto dichiarato, la nostra assoluta volontà di prendere le distanze da qualsiasi azione risulti lontana dai principi di trasparenza sui quali abbiamo basato sempre il nostro lavoro» Per quanto riguarda il risarcimento danni a Gaia, il giudice ha rimandato la quantificazione al tribunale civile.© RIPRODUZIONE RISERVATA