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10/06/2020

Gara per i bus sotto indagine chi aggiudicò

La Repubblica - Luca Serranò

Il trasporto pubblico
Nuovi sviluppi sul caso gara del trasporto pubblico locale, da 5 anni al centro di un contenzioso amministrativo e ora anche di un'inchiesta della Procura fiorentina, per turbativa d'asta e falso. Sono sei le persone finite sul registro degli indagati, ossia l'intera commissione che aggiudicò il bando di gara.
● a pagina 5 Nuovi sviluppi sul caso gara del trasporto pubblico locale, da 5 anni al centro di un contenzioso amministrativo e ora anche di un'inchiesta della Procura fiorentina, per turbativa d'asta e falso. Sono sei, secondo quanto appreso, le persone finite al momento sul registro degli indagati. Oltre a 2 dirigenti regionali dell'area trasporti e dell'ufficio gare, Riccardo Buffoni e Ivana Malvaso, i pm Luca Turco e Antonino Nastasi hanno infatti messo sotto indagine l'intera commissione che aggiudicò il bando di gara. Si tratta del professor Mario Sebastiani, della dirigente Irpet (istituto regionale programmazione economica) Patrizia Lattarulo, l'ingegnera Gabriella Rolandelli e il professor Stefano Pozzoli. Per loro l'ipotesi di reato è quella di turbativa d'asta. Gli accertamenti, portati avanti dal comando provinciale della guardia di finanza, proseguono nel massimo riserbo per stabilire eventuali responsabilità, anche sulla base del materiale acquisito nei giorni scorsi.
L'inchiesta è infatti esplosa a fine maggio con alcune perquisizioni, presso uffici della Regione ma anche nella sede della società aggiudicatrice del bando, Autolinee Toscana, a Villa Costanza a Scandicci. Secondo quanto emerso, al centro degli accertamenti c'è l'iter che ha portato il consorzio a superare "Mobit Scarl", il raggruppamento dei gestori attuali - 14 consorzi e 26 imprese toscane, da Cap ad Ataf a Linea - in cui svolge un ruolo forte Busitalia ferrovie.
L'appalto, che avrebbe dovuto diventare operativo il 1° giugno, data slittata di un mese a causa dell'emergenza coronavirus, riguarda tutto il servizio di trasporto pubblico locale su gomma della Toscana, assegnato dalla Regione per la durata di 11 anni (1 giugno 2020-31 maggio 2031) per la cifra record di 4 miliardi di euro. Gli inquirenti stanno cercando di capire se il percorso che ha portato all'aggiudicazione del bando sia stato aderente ai criteri di legge o se, come segnalato da un esposto presentato dal presidente di Cap, vi siano state storture. La vicenda è stata infatti caratterizzata da un complesso contenzioso amministrativo, aperto dal consorzio sconfitto contro la stessa Autolinee Toscane spa, società che fa parte del gruppo francese Ratp (la stessa che gestisce la tramvia a Firenze). Nel dicembre 2019 il Consiglio di Stato, esprimendosi su una precedente sentenza del Tar, aveva valutato in sentenza la gara come legittima anche laddove aggiudica un unico lotto regionale - anziché come in passato spacchettato per aree geografiche e di servizio - a un solo gestore per tutta la Toscana. Un altro ricorso al Tar, promosso da Mobit contro la richiesta di nuovi piani economici a corredo del bando e discusso il 26 febbraio scorso, era stato respinto. Proprio le sorti della gara sono da tempo al centro di polemiche politiche, alimentate tra gli altri da Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia, che sul caso ha anche presentato un'interrogazione parlamentare in cui si sollevano dubbi sul corretto svolgimento della gara. Casi come quello del professor Stefano Pozzuoli, che diversi anni prima di entrare nella commissione avrebbe avuto rapporti commerciali con una società in orbita Ratp. «Su articoli di stampa si definisce uomo d'area di Rossi - si legge nell'interrogazione parlamentare - già nominato dalla stessa Regione commissario del carnevale di Viareggio». Riguardo Sebastiani, poi, viene sottolineata la presunta collaborazione alla stesura di un libro scritto da uno degli avvocati di Ratp Italia.
Secondo le carte del bando 190 milioni di euro dovranno servire a rinnovare circa 2.100 mezzi. Prevista anche l'installazione di 1.200 paline intelligenti e la realizzazione di nuove app; autolinee aveva inoltre già annunciato 550 milioni di investimenti di cui 200 per rilevare i depositi e un biglietto unico per tutta la Regione. Riguardo alle divergenze sul valore degli immobili che passeranno al nuovo gestore, la Regione ha stabilito che si proceda secondo il valore individuato nelle perizie di gara, con l'obbligo per le parti di prestare "idonee garanzie" in caso di ricorsi alla giustizia civile.

Foto: kIl braccio di ferro La gara del trasporto pubblico finora era stata al centro di un contenzioso amministrativo (sempre risolto a favore dell'azienda vincitrice)