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07/12/2018

Gara non aggiudicata, motivare convenienza

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

IN RELAZIONE AL FUTURO CONTRATTO
La facoltà di non aggiudicare un appalto va esercitata in relazione a un giudizio di convenienza, motivato, sul futuro contratto. Lo ha affermato il Consiglio di stato, sezione quinta con la sentenza del 27 novembre 2018 n. 6725 in merito alla non aggiudicazione di una gara. I giudici hanno richiamato innanzitutto l'articolo 95, comma 12 del codice del 2016 (decreto n. 50) che attribuisce alla stazione appaltante, e non alla commissione giudicatrice, nota la sentenza, la facoltà di non aggiudicare la gara quando nessuna offerta sia ritenuta, a giudizio discrezionale dell'amministrazione «conveniente o idonea». L'unica condizione che pone la norma è che questa facoltà sia indicata espressamente nel bando di gara o nella lettera d'invito. Il codice, dicono i giudici, non ha previsto quanto già era stabilito nel decreto 163/2006 e cioè (art. 55, comma 4) l'automatismo della non aggiudicazione in caso di una sola offerta valida. La sentenza affronta quindi l'argomento principale del ricorso affermando «cionondimeno non appaiono sussistere ostacoli all'applicazione dell'art. 95, comma 12, anche in caso di unica offerta, purché ricorrano i presupposti ivi previsti, che consentono il rispetto dei parametri comunitari come richiesto dalla Corte di giustizia in caso di decisione di non aggiudicazione all'unico concorrente rimasto in gara: cfr. Corte giust. Ue, 11 dicembre 2014, n. 440-13». Quindi, se la facoltà di non aggiudicazione rientra nei poteri discrezionali della stazione appaltante e la decisione è conseguenza di un apprezzamento di merito riservato a quest'ultima, di conseguenza la decisione non può che essere sindacabile in sede giurisdizionale nei limiti in cui sia manifestamente illogico o viziato da travisamento dei fatti. La valutazione, dicono i giudici, deve essere compiuta nei termini di un «giudizio di convenienza (adeguatamente motivato, ndr) sul futuro contratto, che «consegue, tra l'altro, ad apprezzamenti sull'inopportunità economica del rapporto negoziale per specifi che e obiettive ragioni di interesse pubblico ed anche alla luce, se del caso, di una generale riconsiderazione dell'appalto, nell'esercizio ampi di poteri in funzione di controllo, non condizionati, quindi, dalle valutazioni tecniche del seggio di gara». © Riproduzione riservata

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