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11/06/2020

Gara del Gas, rivolta contro Belluno

Il Gazzettino

LA DECISIONE
BELLUNO Nella guerra del gas, pronta per un nuovo giro di timbri e carte bollate, il Comune di Belluno viene messo all'angolo da quello di Feltre e la lista dei municipi pronti a procedere formalmente contro il capoluogo potrebbe presto allungarsi.
RIAVVOLGIAMO IL NASTRO
Ieri, in una nota ufficiale, il Comune di Feltre ha invitato gli altri municipi della provincia ad accodarsi nel ricorso al Tar contro la stazione appaltante. «I comuni bellunesi si preparano al ricorso al Tribunale Amministrativo regionale del Veneto - ha messo nero su bianco il primo cittadino Paolo Perenzin - contro la decisione della stazione appaltante del Comune di Belluno, che lo scorso 29 maggio ha approvato l'aggiudicazione della gara per il servizio di distribuzione del gas a Italgas Reti». Insomma a dividere i due Comuni più grandi della provincia è la stazione appaltante alla quale i sindaci hanno già revocato il mandato ma che, nonostante le pressioni, non ha bloccato l'assegnazione. «Una partita - prosegue la nota firmata da Perenzin - in cui il Comune di Feltre, che ha affidato allo studio legale Gaz l'incarico di difendere le proprie ragioni, si accinge a confermare il proprio ruolo di capofila. Stamattina dal Colle delle Capre è partita una mail all'indirizzo di tutti i comuni bellunesi coinvolti nell'Atem al fine di proporre l'adesione all'iniziativa legale, attraverso una delibera di giunta. Tutelare gli interessi del Comune, ovvero dei cittadini, è un nostro preciso dovere». Nella presa di posizione contro la stazione appaltante di Belluno Perenzin è andato oltre, invitando i suoi colleghi a seguirlo e diventando così il capofila della nuova battaglia. «Siamo certi che anche gli altri Comuni si muoveranno nella stessa direzione nel ricorso contro l'aggiudicazione della gara ad Italgas. Quanto è accaduto crea un grave pregiudizio alle nostre prerogative economiche; siamo fiduciosi di poterle far valere nella sede opportuna».
PALAZZO ROSSO
Da Palazzo Rosso non è arrivata alcuna presa di posizione ufficiale ma è chiaro che il Comune si troverebbe nella scomoda condizione di far causa ai suoi stessi uffici. Un corto circuito, forse, senza precedenti. Per ora la decisione è quella di attendere e leggere gli estremi del ricorso annunciato dal Comune di Feltre, rinviando ogni provvedimento.
SINDACI ARRABBIATI
E dopo l'intervista rilasciata dai vertici di Italgas a Il Gazzettino è arrivata anche la durissima presa di posizione di due primi cittadini, Bortolo Sala di Borca di Cadore e Michele Costa di Falcade. «L'obiettivo dei Comuni - spiegano - è vedere riconosciuto il vero valore delle reti, senza rinunciare nemmeno ad 1 euro del patrimonio faticosamente costruito in 40 anni, evitando l'emergere di un danno erariale. Leggiamo dichiarazioni di Gallo - Italgas relative a mirabolanti cifre che attengono a investimenti di estensione della rete e di magnifici e progressivi benefici di cui il territorio bellunese potrà giovarsi (dichiarazioni singolarmente coincidenti con quelle della Stazione Appaltante riportate sulla stampa nel corso dello scorso mese di dicembre), ma forse si crede i bellunesi abbiano l'anello al naso». Parole che lasciano intravvedere quanto la battaglia al Tar sia qualcosa di più di una mossa di facciata. «Ribadiamo, il nostro interesse è uno e uno solo, ovvero la tutela del patrimonio. Non ci facciamo impressionare da specchietti per le allodole e da mere dichiarazioni che tendono ad ingarbugliare il panorama. Per di più, è bene sapere di un contenzioso tra Italgas e Comune di Roma in cui quest'ultimo chiede alla società danni per decine di milioni di euro proprio per mancata realizzazione degli investimenti».
Andrea Zambenedetti