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18/07/2020

Gara del gas, Consorzio Bim sotto la lente

Il Gazzettino

IERI AL TAR DECISO IL RINVIO AL 10 OTTOBRE, LA PROCURA INTANTO STA RICOSTRUENDO L'ACCADUTO E I CONTI DELL'ENTE DEI COMUNI
IL CASO
BELLUNO È stato il comportamento di Bim Piave, che si è svegliata all'ultimo, intervenendo su una gara già praticamente conclusa e a cui non aveva partecipato, a insospettire la procura. Da febbraio il procuratore Paolo Luca sta raccogliendo articoli di stampa e ora, con un fascicolo conoscitivo. E gli accertaiemtni delegati alla Guardia di Finanza, stanno ricostruendo minuziosamente e analiticamente tutti i passaggi di questi anni. Sotto la lente degli inquirenti non solo la regolarità della procedura, ma anche il comportamento di Bim e i conti del consorzio.
I SOSPETTI
I finanzieri hanno acquisito tutte le carte attinenti alla gara d'appalto in possesso dei Comuni di Belluno, Feltre e di Consorzio Bim Piave. Feltre è finita nell'indagine perché è il comune che si è distinto come promotore della rivolta dei comuni che hanno via via revocato le deleghe alla stazione appaltante, che era il Comune di Belluno. Stranamente Bim Infrastrutture, che attualmente gestisce la distribuzione del gas, non aveva partecipato alla gara, che è stata indetta già nel 2014. Aveva ovviamente ricevuto notizia delle condizioni imposte nel capitolato d'appalto e preso conoscenza e accettato la parte relativa alla determinazione del valore degli impianti, che sarebbe stato corrisposto dal soggetto subentrante in base, a un parametro che poi viene contestato a buste aperte.
LA CONTESTAZIONE
Infatti solo dopo anni, a gara avviata, è stato contestato il criterio usato per valutare il valore delle reti sostenendo che si sarebbe dovuto applicare il tariffario della provincia di Bolzano e non quelli della Regione Veneto (per altro vagliati dagli stessi consiglio comunali). Ma mai nessuno aveva obiettato: salvo farlo a distanza di 4 anni, dopo un contenzioso incidentale con una delle 4 partecipanti alla gara, per alcune condizioni del bando. Insomma quando dalla stazione appaltante viene ritenuta vantaggiosa l'offerta di Italgas parte l'obiezione sul valore da applicare (la stima è che all'appello manchino 15 milioni di euro). Sembra sospetto agli inquirenti il fatto che si interferisca su una procedura a cui Bim non ha partecipato, pur avendone la possibilità, a distanza di tempo: insomma sullo sfondo c'è l'ombra di una turbativa d'asta, perché se in tutte le gare ci fosse uno che si sveglia tardi i procedimenti non avrebbero fine. Al vaglio della procura anche i conti di Bim, che non ha mai ottenuto la concessione per gestire la rete, lo ha fatto così senza corrispondere canone annuo da ripartire tra i comuni.
IL RICORSO
Ieri intanto è finito al Tar il ricorso dei Comuni, che hanno puntato il dito contro la stazione appaltante che - a loro avviso - non avrebbe dovuto procedere con l'aggiudicazione. Il tribunale amministrativo ha accolto la richiesta di non pronunciarsi sulla sospensiva, fissando al 10 di ottobre la data per il giudizio sul merito.
Olivia Bonetti
Andrea Zambenedetti
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