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10/03/2021

«Gara d’appalto, ecco tutte le anomalie»

QN - Il Giorno

MONZA di Stefania Totaro «La gara d'appalto dell'Azienda Ospedaliera di Vimercate presentava diverse anomalie». A dirlo la commercialista Giovanna Ceribelli, dal 2012 membro del collegio sindacale della struttura brianzola, la donna che con il suo esposto ha fatto partire l'inchiesta 'Smile' della Procura di Monza sulla corruzione per i service odontoiatrici privati nelle strutture sanitarie pubbliche, scoppiata nel 2016 con l'arresto della zarina delle dentiere, lady Sorriso Maria Paola Canegrati, insieme all'allora presidente della commissione sanità di Regione Lombardia Fabio Rizzi. La Canegrati, dopo la condanna in primo grado a 12 anni, ha patteggiato altri 3 anni di pena per il secondo troncone dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dello Stato. Ora di corruzione e turbativa d'asta devono rispondere il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate nel 2015 Pietro Caltagirone e l'allora direttrice amministrativa Isabella Galluzzo, mentre solo di turbativa d'asta l'allora responsabile unico del procedimento di gara di appalto Gennaro Rizzo. Secondo l'accusa, rappresentata dalla titolare dell'inchiesta dei carabinieri di Milano, la procuratrice aggiunta Manuela Massenz, sono stati Caltagirone e la Galluzzo nell'aprile 2015, alla scadenza dell'appalto del 2010, a fare partire la nuova gara per l'affidamento del servizio di assistenza specialistica di odontoiatria da prestarsi presso i centri odontostomatologici dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate. Giovanna Ceribelli è già stata sentita al processo per il primo troncone dell'inchiesta, ma ieri è stata nuovamente convocata dalla pm per focalizzarsi sulla gara di appalto del 2015, ma anche su quelle precedenti per fare un quadro completo delle presunte ingerenze, dirette e indirette, di lady Sorriso nella gestione degli appalti del suo settore all'allora Azienda ospedaliera. «Per l'appalto del 2010 sulla riabilitazione la gara prevedeva l'obbligo di un sopralluogo e la Canegrati aveva mandato la delega ad una società che ancora non esisteva - ha raccontato la Ceribelli - Mentre i lavori erano stati subappaltati ad una società che non risultava abilitata per i contratti di appalto». Per la gara di appalto per la logistica «era stata deliberata un'integrazione dell'appalto per aumentare il personale necessario, ma doveva essere fatta dopo e non prima della gara - ha dichiarato la testimone - Ne avevo parlato con Caltagirone e anche con la Galluzzo e Rizzo, che si erano detti in disaccordo, ma poi c'era stata un'impugnazione». Altre anomalie, secondo la Ceribelli, «la gara non suddivisa in lotti per aumentare la concorrenza visto che l'importo superava i 100 milioni di euro, le tempistiche fuori logica in quanto il bando non era stato pubblicato, l'onere previsto per chi si aggiudicava l'appalto di versare 250mila euro all'Azienda ospedaliera». Anomalie negate dalla difesa degli imputati. © RIPRODUZIONE RISERVATA