scarica l'app
MENU
Chiudi
29/07/2020

Gara cartelloni pubblicitari le aziende disertano ancora

La Repubblica - Gabriella De Matteis

Il caso
Gara cartelloni pubblicitari le aziende disertano ancora ● a pagina 4 Un appalto da quasi 28 milioni. Una gara bandita per mettere ordine nel settore degli impianti pubblicitari che, però, va deserta. Nessuna delle società che in città gestiscono la cartellonistica pubblicitaria ha infatti presentato un'offerta alla procedura che è scaduta ieri. E ora si riparte da zero. Entro il 31 dicembre, quando scadrà la proroga concessa dal Comune proprio per il tempo necessario a bandire la gara, l'amministrazione deciderà come affidare le concessioni. La procedura è stata pubblicata il 10 giugno scorso per un importo di poco più di 27 milioni e 900mila euro. E sarebbe dovuta servire per affidare ad un sistema di evidenza pubblica le concessioni per gli impianti pubblicitari. Il Comune, con un provvedimento senza precedenti, aveva già istruito una gara un anno fa, ma anche in quel caso nessuno degli operatori che operano nel settore aveva giudicato vantaggioso presentare una propria offerta. E così la ripartizione Urbanistica, recependo anche i suggerimenti delle associazioni di categoria, ha messo in piedi una nuova procedura i cui termini per la presentazione delle domande scadeva ieri. L'appalto che aveva una durata di cinque anni era suddiviso in venti lotti, ciascuno del valore di circa un milione e 300mila euro. Il territorio comunale invece era articolato in 400 "porzioni". Una ulteriore suddivisione rispetto all'impianto originario della gara (in principio i lotti erano otto) decisa per rendere più conveniente per le società del settore la presentazione delle offerte. E invece nulla: anche nella sua seconda versione, la gara è andata deserta.
Più di 3400, per una superficie complessiva di 21mila metri quadri, gli impianti pubblicitari che con la procedura sarebbero stati aggiudicati. La decisione di procedere con una procedura ad evidenza pubblica è stata adottata dall'amministrazione comunale per cercare di introdurre regole in un settore, caratterizzato da abusivismo o da un sistema di autorizzazioni, spesso datate nel tempo o in alcuni casi addirittura scadute. Secondo una stima della ripartizione Urbanistica, i cartelli e i pannelli pubblicitari che devono essere rimossi si estendono su una superficie complessiva di 29mila metri quadri. E la gara è arrivata dopo un lungo braccio di ferro con le società che gestiscono i cartelli pubblicitari in città e con l'associazione di categoria che riunisce gli operatori del settore. Dinanzi al Tar prima e al Consiglio di Stato poi le aziende avevano presentato un ricorso chiedendo tra l'altro l'annullamento del regolamento del 2013 dal consiglio comunale per introdurre nuove regole nel settore degli impianti e dei pannelli pubblicitari. I giudici però hanno ritenuto legittimo l'operato di Palazzo di Città , spiegando come anche quello dove vengono installati gli impianti pubblicitari sia uno spazio pubblico, quindi soggetto per la concessione alle procedure di evidenza pubblica. Il governo cittadino, dopo le sentenze favorevoli, ha deciso così di procedere con la gara d'appalto. Alla base del provvedimento valutazioni anche di carattere più strettamente urbanistico: la nuova cartellonistica pubblicitaria deve garantire ad esempio il decoro urbano, quindi essere installata in punti della città ben precisi, non solo. Gli impianti che sorgono sul marciapiede non sono più ammessi perché rappresentano un rischio per la circolazione. Nuove regole che di fatto prevedono la rimozione degli impianti non a norma perché abusivi o perché autorizzati da permessi non più attuali. Ora, però, con la gara andata deserta per la seconda volta, l'amministrazione dovrà decidere come procedere. La proroga concessa per il tempo necessario ad espletare la procedura e quindi assegnare le concessioni per ogni singolo lotto scade a fine anno. L'idea però resta sempre quella di disciplinare il settore con un sistema di concessioni ad evidenza pubblica.

Foto: kDeregulation Il Comune vuole mettere fine al caos nel settore