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08/09/2018

Gara 118, guerra di cifre tra Cgil e le Misericordie

Il Mattino

LA SANITÀ/2
Luella De Ciampis
La sentenza del Tar Campania, che, riconoscendo la validità delle eccezioni mosse dalla Misericordia, annulla la gara d'appalto indetta dall'Asl per l'aggiudicazione della gestione del servizio 118, non convince le organizzazioni sindacal. In una nota, il segretario provinciale della Fp Cgil Pompeo Taddeo, contesta alla Misericordia di non aver riconosciuto ai lavoratori i compensi previsti dai tabellari contrattuali, tanto che, solo pochi mesi fa, il giudice del lavoro del Tribunale di Benevento aveva decretato il riconoscimento, a un'infermiera e un autista soccorritore del pagamento delle integrazioni salariali perdute in seguito al passaggio del servizio 118 dalla precedente gestione a quella delle Misericordie, in cui era stata ignorata una delle fondamentali clausole del capitolato di gara, che prevede la conservazione e la tutela dei livelli economici dei dipendenti, nel passaggio di gestione da un datore di lavoro all'altro. In seguito a tale episodio, sono in atto ulteriori ricorsi inoltrati da un numero cospicuo di infermieri e di autisti soccorritori.
IL GAP
«La Misericordia dichiara Taddeo per impostare il ricorso al Tar contro il nuovo bando di gara dell'Asl, si è avvalsa di cifre rielaborate, adducendo un presunto costo maggiorato della paga dei propri dipendenti, (includendo gli oneri aggiuntivi della retribuzione) mentre i parametri fissati dal bando erano riferibili solo alla paga base mensile. Per avere conferma del fatto che le somme riferite dalla Misericordia non corrispondono assolutamente a quelle realmente percepite, basterebbe visionare una qualsiasi busta paga di un qualsiasi dipendente e compararle con i tabellari economici dei contratti collettivi di riferimento. In quest'ottica, riteniamo un'operazione meramente propagandistica quella messa in atto dalla Misericordia, che afferma di corrispondere ai dipendenti un salario superiore a quello che potrebbero elargire altre aziende. Operazione a cui i dipendenti non credono». In questa vertenza non sono mancati i sit-in davanti al palazzo del Governo e gli incontri con le istituzioni; la Fp Cgil non è intenzionato a fermarsi, se è necessario garantire il personale dipendente, sia dal punto di vista economico, che da quello della conservazione del posto di lavoro.
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