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04/09/2020

Futuroe smartworking L’ assessore Orsomarso pensaa nuovi scenari

Gazzetta del Sud

Intervista all' esponente di FdI
L' uomo politico gestisce da tempo la delega al lavoro
Enrica Riera Non esiste risposta univoca- né corretta- sul futuro dello smart working, che, negli scorsi mesi,a causa dell' emergenza sanitaria, ha interessato tantoi lavoratori pubblici quanto quelli privati. Cosa accadrà col generale rientro dalle ferie è, ancora, assai nebuloso. Sul punto -l' incertezza del futuro- concorda Fausto Orsomarso, assessore regionale al lavoro, allo sviluppo economicoe al turismo, che parla di «nuove frontiere» da comprenderee approfondire.L' esponente di FdI nella giunta calabrese, tuttavia, di una cosaè certo: «Bisogna testare al meglio la capacità organizzativa del lavoro perché lo smart working non vada preso come una vacanza». Sta dicendo che durante il lockdown siè prodotto poco in termini lavorat ivi? «No. Il mio giudizio sulla gestione dello smart workingè positivo. Dico solo che dal lockdown in avanti il mondoè cambiatoe che quindi bisogna capire, in tempi normali,a regime, quanto la produttività del lavoratore in smart working resti alt a». In Regione com'è andata? «La Regione Calabria ha messo in smart working la maggior parte dei suoi dipendenti, un 70-80 per cento del totale,ei risultati ci sono stati. Certo,è emersa anche qualche difficoltà, come succede governando macchine importanti dove si accumulano problemi perlopiù relativi al passato, ma dire, come ho sentito, che con lo smart working tuttoè smarte pocoè working credo sia solo una mera battuta. La presenza dei dirigentiè stata fondamentale:i direttori generaliei funzionari in remoto hanno governato insiemea noi. E, soprattutto, non sono mai state prese decisioni senza ascoltare le parti in causa. Abbiamo organizzato videoconferenze per concordare le scelte coni diretti interessati, compresii sindacati». Nei bandi della Regione, voltia contrastare gli effetti collaterali della pandemia,è stato previsto qualcosa per lo sviluppo dello smart working? «In verità no.I nostri bandi hanno riguardato misure straordinarie per mitigare le perdite occupazionali, per incentivare economicamente le riaperture. Circa il lavoro agile, abbiamo in cantiere, insieme alle camere di commercioe ad altri enti, la realizzazione di un bando sulla digitalizzazione delle imprese. Poi si potrebbe anche pensarea bandi sul mercato privato, grazie all' implementazione del south working. Faccio un esempio: il lavoratore estero di azienda privata può essere incentivatoa lavorare da Lamezia,a trasferirsi qui, per poi andarea fare kitesurfa Gizzeria.È così che si migliora la qualità della vitae si rende la Calabria interessante. Siamo prontia sostenere, con finanziamenti velocie in buona partea fondo perduto, lo smart working». Lo smart working, quindi, coi suoi proei suoi contro, ha penalizzato la Calabria rispetto alle altre regioni? «Nonl' ha penalizzata, la gente in smart working ha lavoratoe ha fatto capire chec'è spazio di produttività anche nel settore pubblico. Ciò è dipeso pure dall' indirizzo politico stimolante che abbiamo dato: eravamo abituatia una Regione che per erogare finanziamenti impiegava mesie mesi. Noi, al contrario, abbiamo realizzato bandi che sono subito arrivati all' obiettivo. Dico, dunque, che dare il buon esempio in Calabriaè possibile». Nuovi obiettivi in tema di lavoro? «Prima bisogna capire quanti danni lascerà il Covid in autunnoe poi realizzeremo politiche attive. Le risorse ci sono, vanno solo programmatee spese bene. Combattere il lavoro finto, che potrebbe pure essere frutto dello smart working,è comunque tra le nostre priorità».

Foto: L' assessore regionale FdI Fausto Orsomarso