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16/03/2021

Furono 4 gli imprenditori presi di mira sono 5 i capi d’imputazione contestati

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L'INCHIESTA
La ricostruzione della Procura, la sentenza di primo grado, la tesi dei difensori
. l Sono 5 i capi d'imputazione per 4 episodi di concussione per una tangente complessiva di 106mila euro; e 1 di tentata concussione contestati a vario titolo dalla Procura all'ex dirigente comunale, ingegner Fernando Biagini , 59 anni, condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi; all'ex consigliere comunale Massimo Laccetti , 43 anni, condannato a 5 anni; all'imprenditore Adriano Bruno , 53 anni, cui il gup del Tribunale dauno con sentenza del 21 settembre 2015 inflisse un anno (pena sospesa) per favoreggiamento, così derubricato rispetto all'accusa di concussione con il ruolo di presunto intermediario tra Zammarano e Biagini. Secondo l'accusa, il costruttore Lello Zammarano fu costretto a versare 80mila euro in 3 tranche, tra novembre 2013 e febbraio 2014, a Biagini che era dirigente del servizio lavori pubblici, con Laccetti quale destinatario di parte della tangente. Bruno avrebbe avuto l'incarico di contattare la vittima, farle pervenire la richiesta di soldi, ritirare il denaro senza peraltro intascare un centesimo, come ammette anche il pm. Zammarano dovette pagare per non vedere saltare il contratto di affitto del suo palazzo di piazza Padre Pio (era Biagini il funzionario delegato a rappresentare l'ente locale nella stipula dell'at to), fittato per quasi 800mila euro all'anno al Comune, che intendeva destinarlo a succursale del Tribunale. Quel contratto peraltro poi saltò per altri motivi. Da Zammarano i tre imputati - prosegue la Procura - avrebbero preteso senza mai ottenerli ulteriori 20mila euro per sbloccare l'istan za con cui il costruttore chiedeva di realizzare parcheggi nell'area vicina al palazzo. Biagini e Laccetti sono stati condannati dal gup per altre 3 accuse di concussione a altrettanti imprenditori edili. Marco Insalata fu costretto - prosegue il capo d'imputazione - a pagare 10 mila euro a novembre 2013 a Biagini, con Laccetti che avrebbe fatto da intermediario, per la bonifica di un'area cimiteriale, appalto da 519mila euro. Saverio Normanno avrebbe dovuto versare 2mila euro, che Biagini e Laccetti si sarebbero spartiti tra febbraio e marzo 2014, per i lavori di impermeabilizzazione nelle scuole «Pio XII» e «Vittorino Da Feltre», appaltati per 10mila euro a testa. Infine l'imprenditore Vincenzo Rana sarebbe stato costretto a pagare 14mila euro, tra fine 2010 e dicembre 2013, per tre lavori: rifacimento segnaletica orizzontale e manutenzione di via Miranda (appalto da 80mila euro, pagati 8mila euro e altrettanti dovevano essere versati); impermeabilizzazione e installazione del quadro elettrico alla scuola «Vittorino Da Feltre» (appalto da 30mila euro, tangente di 4mila euro); impermeabilizzazione alla scuola media «Bovio» (appalto da 15mila euro, tangente di 2mila euro). La difesa di Bruno (avv. Um berto Forcelli e Giancarlo Chiariello ) rimarca che l'im prenditore non intascò un euro: non ebbe qiuindi alcun ruolo nella presunta concussione, né svolse opera di favoreggiamento. Biagini nel corso delle indagini si difese, sostenendo che i soldi ricevuti da Zammarano erano il pagamento di una consulenza di anni prima: una parte la diede all'amico e consigliere comunale Laccetti per aiutarlo nelle spese della campagna elettorale. Biagini aggiunse che i soldi avuti da Insalata, Rana e Normanno erano regali per consulenze rese, e per aiutare Laccetti in vista della campagna elettorale. La difesa di Biagini e Laccetti - gli avv. Giulio Treggiari e Michele Vaira per il primo; Michele Curtotti e Michela Scopece per il secondo sostiene che il reato di concussione sussiste quando limita radicalmente la libertà di autodeterminazione della vittima; invece sarebbe stato Zammarano a avvicinare Biagini, per il tramite di Bruno, per la stipula del contratto di fitto del palazzo. Come pensare poi a concussioni con riferimento agli altri 3 imprenditori, aggiungono i difensori, quando tra imputati e parti offese c'erano rapporti di conoscenza, amicizia e talvolta anche di frequentazioni? [Red. Foggia]

Foto: IL PALAZZO In piazza Padre Pio, è a centro del filone principale del processo