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02/04/2021

Fuori dalla laguna le grandi navi Decreto del governo per un bando di idee

La Nuova Venezia - Alberto Vitucci

Il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento De Piccoli: «Una vittoria morale, lo dico da vent'anni» crociere e salvaguardia
Alberto VitucciUn decreto legge per avviare il bando di concorso per un terminal fuori dalla laguna. Per la prima volta il Consiglio dei ministri approva un atto che fissa un percorso "a lungo periodo" per estromettere il traffico delle navi da crociera. Lo aveva già stabilito il Comitatone del 21 dicembre, lo avevano ribadito nei giorni scorsi i quattro ministri del governo Draghi. Franceschini dei Beni culturali (unico riconfermato), Giovannini delle Infrastrutture, Cingolani della Transizione ecologica, Garavaglia del Turismo.Adesso entro 60 giorni bisognerà dare il via al concorso di idee per l'elaborazione di proposte e di progetti di fattibilità tecnica ed economica e anche per gestire "punti di attracco fuori della laguna". Per questo vengono stanziati nel decreto 2 milioni e 200 mila euro. Gli ambientalisti cantano vittoria. «Il bando dà ragione a quelli che chiedono da anni di allontanare le grandi navi dalla laguna», dicono.Ma per concludere il concorso di idee ci vorranno dei mesi. Per realizzare un eventuale struttura in mare almeno tre anni. Nel frattempo le navi dovranno avere un'alternativa a San Marco. E dunque l'idea di allestire le banchine a Marghera, canale industriale Nord sponda Nord, va avanti. L'Autorità portuale ha pubblicato il bando per il progetto, qui i milioni stanziati per la soluzione "provvisoria" sono 41. Altra soluzione provvisoria in tempi brevi - indicata dal Comitatone di dicembre - è quella delle banchine Tiv e Vecon a Marghera. In estate durante il Redentore le navi attraccano già qui. I lavori per sistemare l'accoglienza e il terminal potranno durare meno di un anno.Ma il punto adesso è il bando per le navi fuori dalla laguna. In qualche modo una decisione storica. Anche se l'ipotesi Marghera non tramonta. Il sindaco Brugnaro si dice in sintonia con il governo e ha partecipato ieri a una riunione dell'Anci in cui si è parlato anche di questo tema. Andrea Ferrazzi senatore veneziano del Pd, invita a «non perdere tempo». «Quanto ha deciso il governo è in linea con il pronunciamento della commissione ambiente della Camera», dice, «navi fuori ma intanto sì a Marghera, per dare certezze ai lavoratori del porto».«E' una grande soddisfazione, morale e politica», commenta Cesare De Piccoli, ex vicesindaco e viceministro, ideatore della soluzione della nuova Marittima al Lido, «la mia proposta di portare le navi fuori dalla laguna risale al 2001, vent'anni fa. Abbiamo l'unico progetto che ha superato positivamente la Valutazione di Impatto ambientale, ma inspiegabilmente è stato bloccato da quattro governi e non è mai stato inviato al Cipe. Adesso che il governo ha finalmente scelto aspettiamo istruzioni sul che fare».Dal momento del via, dice De Piccoli, il progetto Venis cruise elaborato da Duferco, potrebbe essere pronto in 28 mesi. Potranno essere anche applicate le indicazioni della Soprintendenza, che aveva dato parere negativo per l'impatto visivo delle navi. La soluzione "provvisoria" prevede di ospitare a San Nicolò due grandi navi in una prima fase, quattro nella seconda.Intanto il Comitato Ambiente Venezia ribadisce il suo «no» a soluzioni provvisorie come i terminal a Marghera. Ieri ha pubblicato un nuovo dossier, inviato ai ministri del governo Draghi. «Abbiamo raccolto i pareri contrari espressi nel 2014 e 2016 dall'Autorità portuale e dalla Capitaneria sulla sicurezza di quella soluzione», scrivono, «la commistione del traffico, i lunghi percorsi, l'inquinamento, l'erosione, la vicinanza con i siti industriali a rischio. Le navi devono andare fuori dalla laguna». --© RIPRODUZIONE RISERVATA