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30/05/2020

Funzionario Anas «uomo nostro» in cambio di auto e incarichi

Il Quotidiano del Sud - Calabria

ICOLLETTIBIANCHI/2 L 'ingegnere che truccò 4 appalti della Sa-Rc
REGGIO CALABRIA - Dagli accertamenti svolti dalla Guardia di finanza di Reggio nell'ambito dell'inchiestache ierihaportato all'operazione Waterfront sono emersi «i rapporti di corruzione reiterati» tra l'ex funzionario del Compartimento Anas di Reggio Calabria Giovanni Fiordaliso, e l'imprenditore Domenico Gallo, gestore di fatto di numerose società fornitricidi bitumee calcestruzzo che avrebbero consentito a Gallo di svolgere numerosi lavori con procedure di somma urgenza e fornitura del bitume in tratti autostradali della SaRc, con contralti di subfornitura o nolo a caldo e nolo a freddo che celavano subappalti non autorizzati e utilizzo di materiali di qualità inferiore rispetto ai 66 capitolati di appalto. Dall'analisi delle carte relative a quattro appalti indetti dall'Anas nei quali il direttore tecnico era l'inge gnere Fiordaliso ed in cui erano fornitrici del bitume le società riconducibili all'imprenditore Gallo, sebbene formalmente intestate a prestanome, sarebbero emerse le «numerose utilità» che ha ricevuto il funzionario per i favori concessi a Gallo. Entrambi sono coinvolti nel processo in fase d'istruttoria dibattimentale scaturito dall'inchiesta che portòal blitz diquattro anni fa. Ma dagli sviluppi investigativi sono emersi ulteriori rapporti tra i due. In particolare, sarebbe emerso che Fiordaliso, che versava in una pesante situazione debitoria, era in un rapporto di «stabile asservimento» rispetto a Gallo, che gli ha assicurato rilevanti introiti per l'omessa verifica delle condizioni di legge nei numerosi appalti in cui svolgevail ruolodidirettore deilavori. Ciò avrebbe consentito a Gallo di lucrare ingenti somme, parliamo di tre milioni e mezzo circa, ai danni dell'ente appaltante Anas; e al funzionario corrotto di ricevere utilità indebite tra cui un'autovettura per saldare un debito e altre somme per il tramite della moglie, Caterina De Giuseppe, indagata per riciclaggio per aver dissimulato, sotto forma di retribuzioni per prestazioni di lavoro mai effettuate, per un importo di circa 90.000 euro. Somme che sarebbero state occultate con operazioni di prelievo in contante e di speculazioni immobiliari utilizzando il denaro di illecita provenienza. E ancora, Gallo aveva promesso a Fiordaliso ruoli di grande prestigio ed economicamente molto vantaggiosi, quale quello di direttore dei lavori per la stazione di Firenze, per il tramite dell'ingegnere Giampiero di De Michelis e Giandomenico Monorchio, figlio dell'ex ragioniere generale dello Stato, Andrea, entrambi coinvolti nell'operazione Amalgama con cui nel luglio 2016 fu fatta luce su un'associazione per delinquere finalizzata al compimento di condotte corruttive per l'ottenimento di contratti di subappalto nell'ambito dei lavori per la realizzazione di tre grandi opere pubbliche: il terzo valico della tav Milano-Genova,il sestomacrolottodell'au tostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e la People Mover, la navetta che collega l'aeroporto alla stazione di Pisa.Ma a Fiordaliso era stato prospettato anche di divenire socio di Oikodomus, che nelle intenzionidi Galloe DeMichelis avrebbe dovuto essere trasferita all'estero al fine di ottenere commesse per prestazioni di consulenza milionarie. Fiordaliso avrebbe accettato manifestando l'intenzione di lasciare il postoall'Anasper assumeregliincarichi offerti da Gallo, a quanto pare di gran lunga più remunerativi. Un accerchiamento su tutti i fronti, che consentiva agli indagati di ritenere Fiordaliso «uomo nostro», anche perché in grado di «prendere impegni» e capire il «meccanismo da attuare». Ma Fiordaliso, al di là della strategia raffinata ideata dal clan, aveva anche affidato lavori di somma urgenza alle ditte di Gallo senza che vi fossero i presupposti di legge. Intanto, l'Anas precisa che «l'ex funzionario coinvolto nell'inchiesta, già dal mese di febbraio del 2017 non è più in servizio». In quello stesso anno, a seguito delle indagini scaturite dall'inchiesta cosiddetta "Cum bertazione"- è detto in una nota seguì l'immediata sospensione dal servizio disposta da Anas, che si è costituita parte civile nel procedimento penale per il risarcimento dei danni subiti. Anas, - si legge ancora nella nota - ferma restando la doverosa collaborazione con gli organi inquirenti, è impegnata costantemente nell'azione di contrasto alle condotte illecite che ledono l'immagine dell'Azienda e di tutti i dipendenti onesti». a. a.