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27/11/2018

Fumata nera per le farmacie: nessuno vuole le azioni pubbliche

Corriere di Bologna

Economia
Deserta per la seconda volta l'asta che metteva a gara un valore di 7,5 milioni
Ancora un'asta deserta per la vendita delle azioni pubbliche delle farmacie comunali bolognesi. Dopo il primo bando chiuso in estate, e andato a vuoto, anche la seconda chiamata da parte del Com u n e d i B o l o g n a e a l t r e q u a t t ro a m m i n i s t r a z i o n i (Casalecchio di Reno, Monzuno, San Giovanni in Persiceto e Savignano sul Rubicone) che detengono poco più del 17% dell'Afm si è chiusa senza partecipanti: ieri la sala degli Orologi nella quale erano chiamati gli interessati è rimasta desolatamente vuota. Afm, con sede all'Interporto è controllata per l'80% da Admenta, società del colosso tedesco McKesson Europe: tra città e provincia gestisce 35 punti vendita con insegna Lloyds, ha un fatturato di circa 60 milioni di euro e 200 dipendenti. La parte da leone nell'azionariato pubblico la fa Palazzo d'Accursio con il 15,86% delle quote e le restanti in mano altri piccoli e medi comuni. La scelta della giunta di dismettere la sua ultima parte di partecipazione in Afm è arrivata nel 2017, dopo una modifica della normativa nazionale che ha di fatto dato il via libera a questa operazione. L'esito delle due procedure finora bandite dal Comune dimostra che la scelta si stia scontrando con un interesse basso da parte di altri operatori economici: il bando metteva a gara 11.677 azioni, con un prezzo unitario di 648 euro e complessivo da 7,5 milioni di euro circa. La decisione della giunta del sindaco Virginio Merola è stata più volte contestata dalle opposizioni in Comune e vede in prima linea anche il sindacato Cisal Terziario, più volte tornato a denunciare le condizioni lavorative dei dipendenti delle farmacie comunali e la necessità di una presenza pubblica per garantirne la qualità. Sul banco degli imputati anche la volontà di rinunciare con la dismissione ai circa 300 mila euro di dividendi che ogni anno Afm gira nelle casse comunali. Per quanto riguarda gli immobili, come la storica farmacia di piazza M a g g i o re , è p re v i s to c h e quelli in concessione, rimarranno di proprietà di Palazzo d'Accursio. Attacchi ai quali ha spesso dovuto replicare l'assessore al Bilancio, Davide Conte, che ha più volte rimarcato la posizione dell'amministrazione: «La titolarità delle farmacie rimarrebbe al Comune, saremmo in ogni caso l'ente che gestisce la concessione e quindi eserciteremmo il controllo sull'adempimento degli obblighi». Il p r o c e s s o d i d i s m i s s i o n e pubblica in Afm partì in realtà nel '97, ai tempi del sindaco Vitali, è già nel '99 Admenta acquisì la maggioranza nella società. Mauro Giordano La storia ● La parte da leone nell'azionariato pubblico delle farmacie comunale la fa Palazzo d'Accursio con il 15,86% delle quote e le restanti in mano altri piccoli e medi comuni ● La scelta della giunta di dismettere la sua ultima parte di partecipazione in Afm è arrivata nel 2017, dopo una modifica alla normativa nazionale