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16/01/2020

«Fugata ogni minima ombra su Nicolini»

QN - Il Resto del Carlino

di Daniele Petrone Per loro niente processo. In quattro possono già esultare per la fine di un incubo. Sono state infatti stralciate le posizioni di quattro indagati per i quali è già stata avviata la richiesta di archiviazione. Si tratta del direttore generale dell'Ausl, Fausto Nicolini, della direttrice dello staff di comunicazione dell'azienda sanitaria locale Federica Gazzotti, dell'ex sindaco di Cavriago nonché già presidente dell'Unione val d'Enza all'epoca dei fatti e dell'avvocato Marco Scarpati. Se Nicolini non si lascia andare, trincerandosi dietro a un «no comment», ci pensa l'avvocato Franco Mazza (l'unico a parlare col Carlino per i quattro casi stralciati) - il quale difendeva anche la Gazzotti - a esprimere il suo gradimento. «Siamo molto soddisfatti. Se la posizione di Federica era marginale, su Nicolini veniva gettata qualche ombra. E sono felicissimo che queste ombre siano sparite del tutto. Entrambi si ritenevano assolutamente estranei alla vicenda e ora ne sono usciti puliti». Nicolini era stato iscritto nel registro degli indagati con le accuse di tentato abuso d'ufficio in concorso (la stessa rivolta nei confronti di Gazzotti) con altri quattro indagati (Federica Anghinolfi, Andrea Carletti, Nadia Campani e Nadia Bolognini). Dalle carte era emerso un loro incontro il 10 dicembre 2018 (eccetto la Bolognini che però era stata aggiornata) che presumeva una violazione del nuovo codice degli appalti del 2016 e delle linee guida dell'anticorruzione, dando presunta illecita prosecuzione al servizio di psicoterapia con un importo superiore a 40mila euro, procurando un «ingiusto vantaggio al centro studi Hansel e Gretel». Mentre l'ex sindaco Paolo Burani era stato indagato con l'accusa di falso ideologico. Il suo avvocato Angelo Russo preferisce però attendere l'archiviazione nero su bianco per poter commentare, seppur la soddisfazione per la notizia dello stralcio fosse naturale. Chi infine si era già tolto un peso è il legale Marco Scarpati, il cui procedimento è già stato archiviato nel settembre scorso. Per lui l'accusa corrispondeva al reato di abuso d'ufficio (come concorrente estraneo) perché secondo la Procura avrebbe avuto «guadagni complessivi pari a circa 15.000 euro, nel 2014 e 2015, per la difesa legale dei minori in affido al servizio sociale della Val d'Enza mediante affidamenti in contrasto con la natura occasionale degli stessi».