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02/10/2021

Fu uno sgombero-show al campo nomadi Senza rispettare leggi, Naomo sott’accusa

La Nuova Ferrara - Daniele Predieri

Indagati vicesindaco per abuso e usurpazione, ditta Sortini e pilota del drone: «Abbiamo agito nell'interesse della città»
Daniele PredieriLo sgombero del campo nomadi di via delle Bonifiche era diventato il fiore all'occhiello della nuova amministrazione comunale, il primo cambio di passo rispetto a quella precedente, tanto che l'operazione di sgombero e demolizione venne trasformata, volutamente, in uno show per telecamere e drone, un'altra "sceriffata" del vicesindaco Nicola Lodi, nonché assessore alla sicurezza e alla legalità, immortalato a guidare la ruspa che demoliva tutto, forte dei suoi slogan da militante leghista, uno su tutti: "più rum, meno rom". Ora, però l'inchiesta nata dallo sgombero show diventa un boomerang per Nicola Lodi: la procura (pm Savino) ha infatti chiuso l'indagine e lo ha indagato per abuso d'ufficio e usurpazione: due reati - traducendo gli atti d'accusa - che deriva proprio nel suo atteggiamento di "sceriffo". Sceriffata senza titoloAbuso perché affidò i lavori di demolizione alla ditta Sortini (indagata in concorso col suo titolare Marco Sortini) impedendo ad altre possibili ditte di concorrere al possibile bando, penalizzandole. Usurpazione di titolo e funzioni, poi, perché Lodi - per l'accusa - si sostituì al dirigente tecnico dei lavori pubblici del Comune nell'assegnare incarico alla ditta Sortini e non fece rispettare la gerarchia di regole e procedura del codice degli appalti e delle fasi del cantiere: tanto che i "rifiuti" le casette e tutto quanto venne poi demolito restarono lì per mesi dopo la chiusura del campo nomadi: di questo reato deve rispondere Marco Sortini, il titolare delle ditta che demolì il campo - gratis - per conto del Comune, e che poi accatastò i rifiuti, abbandonati per mesi. Solo dopo - guarda caso - il Comune ne bandì un appalto per lo smaltimento. Ultimo e terzo indagato, il pilota del drone, Rosario Nasca che quel giorno di ottobre di due anni fa, lo fece volare sopra il campo nomadi per filmare l'operazione, lo sgombero-show: peccato non avesse autorizzazione dell'Enac (la zona è off-limits) e pertanto dovrà rispondere di questa violazione. Che fa da cornice, anche questo, alla spettacolarizzazione per l'operazione voluta, fortissimamente voluta dai nuovi amministratori da poco insediati. Lodi ora attende le tappe giudiziarie: potrà farsi interrogare dalla procura col suo legale Carlo Bergamasco, così anche gli altri due indagati difesi da Irene Costantino (il pilota) e Maria Spina (la ditta). Nel frattempo Lodi segnala che «quando la Giustizia è messa in moto da esposti strumentali, fatti da un'opposizione (il Pd, ndr) che non ha nulla da dire sul piano politico, il risultato è paradossale».Lodi, Motivi formaliE spiega: «Si finisce per indagare per motivi quasi totalmente formali, un amministratore che ha agito nell'interesse della cittadinanza, in accordo con altre amministrazioni dello Stato, conseguendo un risultato come la chiusura del campo nomadi e la ricollocazione degli abitanti in alloggi adeguati alla loro dignità». E chiude: «Risultato per cui vale la pena sopportare ogni accusa: quanto a rifiuti, drone e altre accuse, ho incaricato tecnici e dirigenti di seguire la vicenda». © RIPRODUZIONE RISERVATA