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04/01/2020

Fu ucciso perché voleva tutte ” Le carte in regola”

Gazzetta del Sud

Tv2000, stasera il docu su Piersanti Mattarella
I collaboratori, gli amici, il nipote ne ricordano la figurael'ope ra «Ful' anima del rinnovamento, indicò la strada per vincere le battaglie impos sibili»
Silvia Bracigni «In ciò che ha fatto mio nonno sono molti gli spunti che si riflettono anche oggi nelle necessità del popolo. Tra questi il tentativo di snellire, velocizzaree rendere più trasparentel' attività pubblica, gli interventi contro la corruzione in ambito soprattutto edilizio.E poi il rifiutare fermamentel' appoggio di determinati personaggi che si sono poi rivelati impresentabili, come si direbbe oggi». Lo dice il nipote Piersanti Mattarella nel documentario di Tv2000" Le carte in regola, Piersanti Matt arella" in onda questa sera alle ore 22.50. A 40 anni di distanza si conoscono i nomi dei mandanti,i più importanti boss di Cosa nostra, ma non del killer che il6 gennaio del 1980, in Via Libertàa Palermo, sparò ed uccise il giovane presidente della Regione siciliana che voleva governare con le «carte in regola». Gli amici,i collaboratorie il nipote, che ne porta il nome, ricordano la figura nell' opera di Piersanti Mattarella. Il suo sforzo innovatore, con le leggi di riforma della burocraziae della contabilità regionale; la legge ediliziae la riforma delle norme sugli appalti. Tutto in nome della trasparenza, della legalitàe dell' efficienza dellamacchina amministrativa. «A 40 anni dall' omicidio-s ottolinea il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante- con questo documentario vuogliamo rendere omaggio alla esemplare figura di Piersanti Mattarella, giovane presidente della Regione siciliana. La sua morte, ad appena 44 anni, segnò la tragica interruzione di un coraggioso percorso di rinnovamento politico-amministrativo della Siciliae la perdita di un politico, cattolico,coerentecon isuoiprincipi di fede nel servizio al bene comune». «Dietro lo slogan" le carte in regola"- spiega il nipote Piersanti-c'è il voler perseverare nel tentativo di raggiungerei propri obiettivi mantenendo la schiena drittae seguendo un percorso fatto di idee, principie valori che non potevano essere messi in secondo piano rispetto ad altri interessi». Tra le testimonianze del documentario,a cura di Massimiliano Cochie per la regia di Lucio Ciavola, quelladel sindacodi Palermo,Leoluca Orlando: «Quando Piersanti Mattarella venne ucciso la mafia aveva il volto dello Stato»e dell' ex presidente del Senato, Pietro Grasso, all' epoca sostituto procuratore che si recò sul posto dell' agguato: «Le indagini iniziano con un' opera di depistaggio. C' era qualcuno che voleva creare confusione.E questo significa che dietro nonc' era solo la mafia». «Piersanti Mattarella- affermaa Tv2000 il gesuita padre Bartolomeo Sorge-èl' anima del rinnovamento, ha indicato la strada per vincere le battaglie impossibili».

Foto: Ucciso dalla mafia il6 gennaio 1980 Piersanti Mattarella