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07/09/2018

Frontini in trincea sui rifiuti «Costi alti e meno servizi»

Il Messaggero

LA BATTAGLIA
Le linee guida per il nuovo appalto dei rifiuti ci sono, ma «i servizi sono diminuiti e i costi sono rimasti gli stessi». Viterbo 2020, con in testa Chiara Frontini, stamattina è pronta a dare battaglia nella seduta di consiglio comunale straordinario sul tema, con un ordine del giorno che vuole ristabilire le cose.
«E' il tema per eccellenza: l'appalto è da 66 milioni di euro. Ma dopo questi qui dice Frontini neanche le cavallette potrebbero tanto, cinque anni di criticità non hanno insegnato nulla»: non è per niente positivo il giudizio sulle linee guida stilate da Ambiente Italia, per le quali la precedente amministrazione a guida Michelini ha sborsato fior di euro. Frontini, insieme a Maria Chiara Brenciaglia e Patrizia Notarisfetano, ha messo nero su bianco criticità e possibili soluzioni. «Vengono ricalcati i problemi del vecchio appalto dice Brenciaglia ma non solo. Sono previste premialità per la ditta ma non per i cittadini, saranno sostituiti tutti i mastelli per una spesa di 40 mila euro l'anno, ovvero 240 mila per sei anni, mentre ci sarebbe bisogno di sacchetti con microchip riconducibili al cittadino». «Il dato evidente, però continua Frontini è che con questo appalto si confermano i costi così come ce li aveva lasciati la giunta Michelini, cioè con l'aumento del 15 per cento della Tari».
Secondo le esponenti della lista civica, si può intervenire in molti modi per migliorare l'appalto sui rifiuti. «Intanto sei anni di contratto sono eccessivi. Poi bisogna riorganizzare gli uffici spiega il capogruppo di Viterbo 2020 in modo che sia il Comune a introitare gli incassi». Al momento infatti palazzo dei Priori cede la proprietà dei rifiuti raccolti tramite delega alla stipula delle convenzioni con le piattaforme e i consorzi di filiera, con la società a incassare i ricavi. «Incassi che consentirebbero di migliorare il servizio o di abbassare la Tari».
E ancora, «in caso di festività commenta Notaristefano la raccolta slitta alla settimana successiva». Su Ambiente Italia? «Un incarico da 30 mila euro conclude Brenciaglia dove i dati sulla tariffa di ingresso all'impianto di Casale Bussi risalgono al 2010: il costo a tonnellata era di 67 euro, ora è di 108. Se i calcoli sono su queste cifre, il totale dell'appalto potrebbe essere ancora più alto».
Massimo Chiaravalli
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