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01/11/2018

Fresca nomina a Borgo più bello. «Ma i bastioni cadono a pezzi»

La Vita Cattolica - Monika Pascolo e Valentina Pagani

PALMANOVA. La denuncia dell'architetto Roberto Pirzio Biroli dopo un sopralluogo lungo le mura
Di recente Palmanova, Patrimonio mondiale dell'Unesco da luglio 2017, è entrata anche nel Club dei Borghi più belli d'Italia. E sabato 17 novembre è in programma la cerimonia di consegna della Bandiera del Club - già nelle mani di altri undici siti regionali - da parte del presidente nazionale, Fiorello Primi. Una festa offuscata però da un nuovo crollo di pezzi delle mura. Questa volta la frana - verificatasi tra domenica 21 e lunedì 22 ottobre - ha visto staccarsi 12 metri quadrati di laterizi dalla parete esterna del baluardo «Contarini», manufatto della prima e più antica linea difensiva veneta. «Bisogna intervenire con estrema urgenza e con azioni radicali», è l'appello dell'architetto di fama internazionale Roberto Pirzio Biroli , di Brazzacco di Moruzzo. Ideatore di restauri su vasta scala, giovedì 25 ottobre, ha effettuato un sopralluogo intorno ai bastioni, baluardi e paramenti murari di Palmanova. Introducendosi fisicamente in mezzo ai rovi. «La situazione rispetto a due anni fa è peggiorata - è la sua denuncia -; l'assalto di vegetazione infestante con apparati radicali di spessore sta distruggendo gradualmente le intere storiche opere di difesa del Rinascimento e d'epoca napoleonica di Palmanova». Urge, dunque, correre ai ripari. Per l'esperto Pirzio Biroli non c'è più tempo da perdere; il primo passo che indica è quello della catalogazione. Partendo con un censimento accurato «delle parti più critiche della cinta fortificata della Fortezza di Palmanova», segnalando «crolli e cedimenti dei paramenti murari, di parti di bastioni, baluardi, cortine, terrapieni, fossati e manufatti militari di varie epoche». Il passo successivo, consiglia l'architetto, è mettere nero su bianco un programma di interventi. «Se per tre anni non si fosse fatto così dopo il terremoto del 1976, a Venzone non sarebbe stata possibile la ricostruzione che ha consentito di rimettere al proprio posto tutte le pietre salvate, quindi numerate e catalogate». Una simile operazione Pirzio Biroli la auspica per i bastioni di Palmanova. «Bisogna ripulire le aree dalla vegetazione e poi smontare e rimontare le mura pezzo per pezzo - afferma -; solo con un procedimento del genere si salvano i monumenti e si può garantire la sopravvivenza delle fortificazioni». In questi anni, mette in evidenza, «la Giunta Martines ha avviato alcuni interventi, ma purtroppo non ha potuto disporre dei fondi necessari per andare avanti». Capitolo da non sottovalutare, infatti, è quello del reperimento delle finanze per un'opera faraonica, certo, «ma non impossibile» secondo l'architetto. «Bisogna arrivare ad una visione complessiva, passaggio che consente poi di avviare una programmazione finanziaria a cui dovrebbero partecipare concretamente i vari Ministeri interessati, da quello dell'Economia e finanze a quello delle Infrastrutture e trasporti e pure della Difesa, oltre alla stessa Regione». Ma come fare? «Palmanova andrebbe considerata come Pompei o il Colosseo. Quindi, destinataria di contributi sostanziosi». Una bella sfida, insomma, per la città Patrimonio dell'Unesco e fresca new entry tra i Borghi più belli del Paese. Dal canto suo il sindaco di Palmanova, Francesco Martines , nel ringraziare l'architetto Pirzio Biroli per l'attenzione che rivolge alla città stellata - «non è la prima volta» -, si dice d'accordo con le osservazioni dell'esperto. «Per intervenire in maniera radicale servono davvero tante risorse, sull'ordine dei 50/60 milioni di euro», ipotizza Martines che ricorda anche come per Palmanova, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) siano già stati destinati 8 milioni di euro, più due dalla Regione. «Per i fondi regionali siamo in fase di progettazione e appalto - chiarisce il sindaco -; per quelli del Mibac, purtroppo, ci sono degli iter burocratici da rispettare». Le risorse, infatti, non sono state assegnate direttamente al Comune, ma al Segretariato Regionale per il Mibact. «In questo caso vanno superate procedure piuttosto complicate e lunghe della legge su appalti e contabilità pubblica». Che inevitabilmente «congelano» i fondi per molto tempo. «Ma noi non possiamo abbassare la guardia anche perchè il riconoscimento Unesco ci impone continui interventi di conservazione». Da qui l'appello: «Mi auguro che si trovino al più presto degli accorgimenti per snellire i procedimenti». Nel frattempo, anche l'assessore regionale alle Risorse forestali, Stefano Zannier , ha effettuato un sopralluogo a Palmanova, «per prendere atto - riporta un comunicato - delle opere di manutenzione che sono state svolte dai forestali regionali sulle fortificazioni della città stellata». Un plauso da parte dell'esponente della Giunta Fedriga è andato proprio al servizio forestale che, grazie ad una convenzione firmata nel 2012, si prende cura della manutenzione della cinta fortificata con il supporto di associazioni locali che operano volontariamente. «Cercheremo di trovare le modalità per continuare a lavorare sul sito - ha garantito -. Alla luce della complessità del compendio, delle sue dimensioni e valore culturale, non è pensabile che gli interventi straordinari possano essere a carico della sola Amministrazione comunale».

Foto: |Nelle foto di Pirzio Biroli i bastioni invasi dalla vegetazione


Foto: |In alto, parte di fortificazione nascosta dalla vegetazione; sotto, Roberto Pirzio Biroli

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