scarica l'app
MENU
Chiudi
14/01/2020

«Frenati dalle leggi. Ma la ricostruzione si farà»

Il Tempo - ALBERTO DI MAIO

Il commissario Farabollini dopo la denuncia del Tempo: «Sette anni per i danni del sisma 2016»
Non deve essere stato facile per Piero Farabollini districarsi tra ordinanze, leggi, deroghe ed enti locali. Quando è diventato commissario straordinario del governo per la ricostruzione dell'Italia centrale ha cominciato un viaggio difficile. Non soltanto per i danni provocati dal terremoto del 24 agosto 2016. Ma anche perché, ammette lui stesso, «mi sono trovato di fronte una situazione molto complicata anche sul terreno normativo». a pagina 5 a.dimajo@iltempo.it ••• Si capisce subito che non deve essere stato facile per Piero Farabollini districarsi tra ordinanze, leggi, deroghe ed enti locali. Non è proprio il pane quotidiano di un geologo. Quando è diventato commissario straordinario del governo per la ricostruzione dell'Italia centrale, nell'ottobre del 2018, ha cominciato un viaggio difficile. Non soltanto per i danni provocati dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha colpito Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche. Ma anche perché, ammette lui stesso, «mi sono trovato di fronte una situazione molto complicata anche sul terreno normativo». Le regole da un lato e le macerie dall'altro. Due milioni e mezzo di tonnellate di macerie. Sono 491 i Comuni da cui è arrivata almeno una segnalazione di danneggiamento, quasi la metà di quelli censiti nelle quattro regioni colpite. Il cosiddetto «cratere» è composto da 138 Comuni e ha una superficie complessiva di quasi 8 mila km2. Poi ci sono i 353 Comuni colpiti fuori cratere. Ieri II Tempo ha denunciato il ritardo nella ricostruzione, causato dalle norme inadeguate e spesso dagli errori e dai ripensamenti degli enti locali. Per la ricostruzione dei paesi dell'Italia centrale coinvolti dal sisma sono stati stanziati quasi 2 miliardi e 200 milioni ma spesi soltanto 49 milioni (per opere in avvio di progettazione). Dei 2.291 interventi previsti e finanziati ne sono stati realizzati 15 (tutte scuole: 11 consegnate e 4 da ultimare nelle prossime settimane). Ora il commissario fa il e il 17% in Umbria punto e mostra un cauto ottimismo. Commissario Farabollini, m a è possibile che a tre anni e mezzo dal terremoto la ricostruzione sia così i n ritardo? Colpa delle norme, degli enti locali, di chi? «Partiamo dalle norme che purtroppo allungano i tempi perché non permettono deroghe. Poi certo ci sono tanti soggetti coinvolti: le Regioni, i Comuni, le Province, gli uffici speciali per la ricostruzione». Impossibile d'accordo tutti? metterli «Stiamo lavorando per cercare di organizzare le ordinanze in modo tale che le procedure siano uniformi nelle quattro Regioni colpite ma non è facile concordare le azioni». È u n caso che delle quasi 2.300 opere previste ne siano state ultimate solo 15, quelle che dipendevano dalla gestione del commissario? E quelle di cui dovevano occuparsi le Regioni, i Comuni, le Province? «Ci sono procedure differenti. Ci troviamo nel paradosso che un lavoro pubblico fatto da un privato (un'associazione o una fondazione) ha tempi molto più ridotti dei cantieri gestiti dalla pubblica amministrazione. Questi meccanismi hanno permesso di realizzare prima le scuole donate da enti privati che le altre che devono passare attraverso le direttive del codice degli appalti e di tutte le altre norme». Hanno influito sui ritardi anche le modifiche e i camb i d'idea degli enti locali? «Certo. È accaduto anche questo nel corso degli ultimi tre anni. Sono cambiati gli amministratori e con loro anche le priorità della ricostruzione, scelte di tipo politico». Scelte che hanno allungato ancora di p i ù i tempi. «Sì. La sostituzione o la modifica degli interventi richiedono nuove procedure anche se, ovviamente, nel tempo le priorità possono cambiare». M a come si possono velocizzare i t e m p i della ricostruzione? «Intanto molti elementi che potevano ritardare i lavori sono stati cancellati con le nuove ordinanze. Nella mia struttura, ma anche nella pubblica amministrazione, c'è la volontà di velocizzare le pratiche e ora, dopo molta fatica, siamo sul binario giusto. Serve continuità». Avrebbe faticato m e n o da geologo che da commissario? «Da geologo avrei fatto molto prima tutto ma da commissario inevitabilmente sbatto contro le normatiÈ possibile ipotizzare i t e m p i per portare a termine la ricostruzione? Se n o n tutte, quando vedrem o la maggior parte delle opere previste? «Guardi, i lavori stabiliti dopo il terremoto del 1997 in Umbria e Marche si stanno chiudendo ora, dopo venti anni. Quelli dopo il terremoto a L'Aquila nel 2009 sono ancora in corso: il centro della città è stato ricostruito al 60% mentre le frazioni, la periferia, sono ferme al 10%. Credo che nel caso dell'Italia centrale ci vorranno altri sei o sette anni per avere una buona percentuale di ricostruzione, nonostante la vastità del territorio e dei Comuni che sono danneggiati». I n p r o g r a m m a c'è la ricostruzione di 103 scuole, 168 chiese, 277 interventi di edilizia pubblica, 838 opere pubbliche, 740 beni culturali. I residenti ce la faranno a ritornare a una vita dignitosa i n t e m p i ragionevoli? «Io sono ottimista. Anzi sono sicuro che l'Italia centrale avrà la ricostruzione adeguata e completa. E comunque non dobbiamo ragionare soltanto in termini di opere da rimettere in piedi ma anche sulla prevenzione. Non dobbiamo permettere che un terremoto di quel tipo causi l'ecatombe che stiamo fronteggiando in questi anni. Voglio dire che un sisma non dovrebbe fare vittime». Ieri abbiamo raccontato la storia di Federica, una ragazza di 15 anni che ha espresso i n una pagina del suo diario l'amore verso Grisciano, u n a frazione di Accumoli, i n provincia di Rieti, e il dolore nel vedere tanti residenti senza casa: si augurava una ricostruzione rapida e serenità per gli abitanti. Purtroppo una malattia se l'è portata via l'anno scorso m a i suoi genitori hanno organizzato una raccolta fondi i n suo ricordo i n favore del «Comitato ricostruiamo Grisciano». «Ho letto le sue parole e posso dire che tutti i residenti devono poter tornare nelle loro case e smettere di temere di perderle. Ci impegneremo per realizzare il sogno di Federica».

Difficoltà Trovare raccordo con tutti gli enti coinvolti è molto complicato


Comuni Quelli che fanno parte del «cratere» che ha una superficie complessiva di quasi ì mila Km2 Comuni Sono quelli colpiti fuori cratere: il 38,5% si trova in Abruzzo, 115% nel Lazio, 129,5% nelle Marche

Foto: Sisma Il terremoto del 24 agosto 2016 ha colpito centinaia di comuni in Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche. In tre anni e mezzo sono stati stanziati oltre 2 miliardi di euro ma sono stati assegnati solo 49 milioni. Accanto, Piero Farabollini