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20/04/2021

Francesca ChiriROMAMessa a punto la strategia sul piano vaccini, Mario Draghi accelera ora sulla def

Brescia Oggi

Francesca ChiriROMAMessa a punto la strategia sul piano vaccini, Mario Draghi accelera ora sulla definizione delle prossime tappe per la messa in sicurezza dei conti e soprattutto del Recovery. Il Pnrr è infatti sulla rampa di lancio e sarà a Bruxelles entro la «scadenza» del 30 aprile. Il conto alla rovescia per la presentazione del Piano è partito e la road map è confermata da fonti di palazzo Chigi dopo che alcune indiscrezioni avevano ipotizzato un rischio di slittamento: «L'Italia presenterà puntualmente» il piano entro la fine del mese, assicura il governo, e anche da Bruxelles fonti europee lo ribadiscono. «Da diverse settimane lavoriamo intensamente con i governi per ultimare i piani nazionali, lavoro definito da due priorità: qualità e urgenza. La Commissione - si sottolinea in Europa - riceverà diversi piani nazionali entro la scadenza del 30 aprile e il piano italiano sarà tra quelli, anche perché questa è l'intenzione esplicita del Governo».Portogallo, Francia, Spagna e Grecia sono infatti pronti a presentare i loro progetti la prossima settimana e l'Italia deve fare in fretta, per non perdere «il turno» nell'assegnazione della prima tranche di fondi a luglio: fino a 27 miliardi, per il nostro Paese. Per arrivare puntuali alla data, il governo ha quindi definito un cronoprogramma ormai dettagliato: Draghi chiuderà gli incontri con i partiti, ascolterà le parti sociali e illustrerà il piano, fatto di 191,5 miliardi circa, di cui 69 a fondo perduto, 122 prestiti, più 30 del fondo di accompagnamento al Pnrr, alle Camere il 26 e 27 aprile.I tempi sono stretti e prima di quella data ci sarà il passaggio in Consiglio dei ministri. Dove, con molta probabilità, verrà anche approvato un decreto, che accompagnerà il Pnrr, con la definizione della «governance» di gestione del piano: dovrebbe essere sviluppata su due livelli, con una struttura di coordinamento centrale, che avrà un compito di supervisione dell'attuazione del piano e sarà anche responsabile dell'invio delle richieste di pagamento a Bruxelles.Saranno poi le singole amministrazioni ad essere responsabili dei singoli investimenti e delle riforme e tra loro dovranno trovare un coordinamento. Si tratta di un aspetto delicato, cui i ministri guardano con molta attenzione, perché nessuno vuole essere escluso dalle decisioni politiche. Perciò dovrebbe essere confermata la centralità del Mef, ma la supervisione politica dovrebbe essere a Palazzo Chigi, con il coinvolgimento di volta in volta dei ministri competenti. Nel frattempo Draghi ultimerà gli incontri in calendario in vista della definizione finale del documento che avrà, come preannunciato dal premier, molti punti in comune con il piano messo a punto a suo tempo da Giuseppe Conte ma anche punti di «forte discontinuità».«Oggi andrò da Mario Draghi, con grande serietà ma anche con il coraggio di dire le cose che non vanno bene», annuncia la leader di FdI Giorgia Meloni, in vista dell'incontro che verterà anche sul dl imprese in dirittura d'arrivo per fine mese, subito dopo il Recovery. Dopo FdI, Draghi vedrà oggi anche Italia Viva e domani Liberi e Uguali. M5s, Lega, Pd e Forza Italia li ha già incontrati nei giorni scorsi. Il Movimento ha chiesto che il Superbonus venga prorogato al 2023 «come il Parlamento ha richiesto». La Lega vuole rassicurazioni sul fatto che le filiere a cui andranno i fondi siano effettivamente presenti in Italia e chiede che venga rivisto il codice degli appalti, mentre le priorità del Pd sono i giovani, le donne e gli investimenti al Sud.