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23/06/2021

Franano i 160 nuovi loculi del cimitero parte il contenzioso, stop al cantiere

Il Tirreno - Daniele Dei

L'amministrazione contro l'azienda che li ha costruiti. Il sindaco: «Siamo in attesa della relazione dei tecnici incaricati dal tribunale» a castelfiorentino
Daniele DeiCASTELFIORENTINO. Quei 160 loculi per l'espansione tanto attesa del cimitero comunale di Castelfiorentino ancora sono lì fermi e inutilizzati, oggetto di un contenzioso che si trascina da oltre un anno tra il municipio e le ditte appaltatrici. Il motivo? Pur essendo nuovi di pacca, si sgretolano come se non fossero cementati. Un appalto assegnato e non eseguito a regola d'arte secondo l'amministrazione del sindaco Alessio Falorni che aveva promesso queste opere pubbliche ormai da tempo. La questione infatti risale al 2017 quando, nell'allora bilancio consuntivo, l'amministrazione aveva potuto usufruire di un extra gettito in cassa legato al contenzioso in essere sull'area Ex Balli, che si protraeva da circa 40 anni. Con quei soldi fu possibile attuare un investimento di circa 170mila euro per la realizzazione dei nuovi loculi. La carenza di spazi adibiti alla sepoltura per la giunta rappresentava all'epoca uno dei principali nodi da risolvere, considerato anche l'importo e la disponibilità di cassa dell'epoca risolta solo con tale mossa. Il 20 novembre 2018 fu quindi possibile stipulare il contratto di assegnazione dei lavori per poco più di 107mila euro, a fronte di un'offerta al ribasso del 27,7 per cento inclusi gli oneri di sicurezza al netto dell'Iva. Il 18 aprile 2019 un post su Facebook del sindaco illustrava lo stato dell'arte dei lavori, pressoché terminati e con la struttura dei nuovi loculi ormai visivamente pronti. «Sono quasi conclusi, e dovrebbero dare sollievo alla gestione ordinaria delle sepolture - aveva detto Falorni all'epoca - nel mandato dei prossimi anni abbiamo già inserito la stessa operazione, per i cimiteri delle frazioni, così come è programmato già per quest'anno un potenziamento del servizio di gestione, e di cura del verde, che dovrebbe migliorare la cura e il decoro del luogo in cui dimorano tanti nostri cari che non ci sono più». Successivamente, però, i tecnici del Comune hanno effettuato un sopralluogo, scoprendo che quella struttura apparentemente nuova e quindi senza problemi presentava già degli importanti segnali di cedimento. «In corso di realizzazione dell'opera appaltata - si legge in una determina dirigenziale di marzo 2020 - vennero rilevati cedimenti inattesi di parti della struttura. Conseguentemente vennero esperite indagini di laboratorio che accertarono una scarsa qualità dei materiali impiegati». Questo ulteriore elemento fu la prova che qualcosa era davvero andato storto, tanto da indurre il Comune stesso a comunicare all'appaltatore l'avvio del procedimento volto alla risoluzione del contratto. Per questo motivo le aziende Consorzio Co.Ce.R. Srl di Cesa, in provincia di Caserta, e la Società Costruzioni Pileo Srl di Cavriana, nel Mantovano, hanno presentato ricorso al Tribunale di Firenze chiedendo di conseguenza la nomina di un consulente tecnico di ufficio per un accertamento tecnico preventivo. Il Comune, in tutta risposta, ha affidato all'avvocatessa Agnese Del Nord del foro di Firenze la consulenza legale per difendersi in giudizio: l'atto fu firmato dal dirigente incaricato il 5 marzo 2020. Da allora, però, niente si è mosso e i loculi fantasma del cimitero di via Bacci ancora restano dismessi. «Stiamo attendendo la relazione dei consulenti tecnici del tribunale fiorentino per sciogliere l'appalto e assegnarlo nuovamente - spiega il sindaco Falorni nel fare il punto sulla vicenda - ma siamo tuttora legati a questo aspetto. Quei loculi non sono mai stati aperti, sono stati fatti male come verificarono i nostri tecnici e il contenzioso ne è stato conseguenza. Le ultime notizie sono che i consulenti hanno approvato una conciliazione chiedendo due mesi di proroga per la stesura della relazione. Purtroppo questa storia rispecchia molte altre vicissitudini legate alla burocrazia connessa agli appalti». Un po' come accade alla piscina Azzurra, dal 2018 chiusa e ostaggio di burocrazie per i lavori legati al rifacimento della copertura. --© RIPRODUZIONE RISERVATA