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06/10/2020

Fragasso “La burocrazia è il muro da abbattere: non basta tagliare le tasse”

La Repubblica - Chiara Spagnolo

L'intervista
Da una parte la fiducia che gli impegni presi dal premier Giuseppe Conte per il Sud diventino realtà, dall'altra il timore che «le aggressioni burocratiche blocchino, ancora una volta, la ripresa delle imprese edili». Il presidente dell'Ance Bari-Bat, Beppe Fragasso, è cauto dopo le promesse a raffica ascoltate durante l'inaugurazione della Fiera del Levante. Resta con i piedi per terra, «perché la litania del rilancio del Mezzogiorno l'abbiamo sentita per decenni, prima di esultare vogliamo capire quanto ci sia di concreto».
Il premier ha annunciato l'avvio di una fiscalità di vantaggio per il Sud, cosa significa concretamente per le imprese? «Che il costo del lavoro sarà del 30 per cento in meno rispetto al resto d'Italia. Una misura più che importante, ammesso che non si apra una guerra di religione con il Nord». Di sicuro gli investimenti tramite il Recovery Fund e i fondi comunitari, nella nostra regione, ci saranno. «In teoria sì ma io temo le aggressioni burocratiche, come è avvenuto per tante altre iniziative».
Quali, per esempio? «Il superbonus 110 per cento è solo l'ultimo caso: un'iniziativa più che buona per il settore edile ma rispetto alla quale, a distanza di quattro mesi, non si capisce ancora come funziona. Le linee guida sono state bloccate dalla Ragioneria dello Stato perché non era chiaro come distribuire gli sgravi fiscali e, dopo una serie di circolari, è ancora in dubbio come si possa realmente procedere». Il decreto semplificazioni potrebbe aiutare? «Potrebbe ma anche qui la teoria è diversa dalla pratica. Faccio un altro esempio: a luglio è stato stabilito che, per gli appalti superiori ai 5 milioni di euro, le amministrazioni debbano nominare un Collegio consultivo tecnico, che può funzionare da lodo arbitrale. La scadenza era fissata al 14 agosto ma quasi nessuna stazione appaltante lo ha fatto. Molte imprese hanno fatto ricorso ma la maggior parte non ha avuto ragione. Ho sottoposto il problema alla ministra Paola De Micheli quando è stata in visita a Bari ma la soluzione non è politica, va cercata negli uffici».
Molte grandi opere saranno realizzate attraverso il commissariamento, la ritenete una pratica utile? «Ho molte perplessità su questo modo di procedere, soprattutto perché per le opere ferroviarie e stradali sono stati nominati commissari coloro che sono stati amministratori delegati delle società che avrebbero dovuto realizzarle.
Credo che cambierà poco».
Cosa servirebbe ancora per far ripartire davvero il settore edile? «Eliminare il Codice degli appalti: per come è formulato è più attento a perseguire i reati che a snellire la burocrazia. Per noi costruttori si potrebbe tornare al Regolamento 350 del 1895, sembra paradossale ma in quel decreto regio c'era già tutto ciò che serve ai lavori pubblici. Dopo la riforma voluta dall'Anac, il Codice si è appesantito nel tentativo di evitare il malaffare ma l'unico risultato è un intrico di norme da cui non si esce».
Quali saranno le grandi opere fondamentali da sbloccare? «Per primo il raddoppio della dorsale ferroviaria adriatica, fermo da due anni a causa di un problema di compatibilità ambientale nella zona di Lesina. Oggi impieghiamo 10 ore per arrivare a Milano, quella tratta consentirebbe a merci e persone dalla Puglia di arrivare velocemente in Europa». Nella città di Bari? «Certamente il polo della giustizia, perché lo stato dei tribunali baresi non è dignitoso. Ma anche la rigenerazione urbana, intesa non solo come creazione di giardinetti o ricostruzione di palazzi, credo sia un'occasione». L'emergenza Covid ha messo in crisi molte imprese e la possibilità che la criminalità tenti di infiltrarsi è reale.
«L'Ance è al fianco degli imprenditori ai quali viene chiesto il pizzo o offerte forme di aiuti.
Mettiamo a disposizione la nostra assistenza legale e il rapporto con le istituzioni. Sono pronto ad accompagnarli personalmente a denunciare».

L'imprenditore

Beppe Fragasso È il presidente dell'Associazione costruttori (Ance) Bari e Bat

Foto: kI cantieri Gli imprenditori edili attendono la fiscalità di vantaggio per il taglio sul costo del lavoro, ma temono il freno della burocrazia