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07/07/2020

«Forza Italia? Si dialoghi»

Corriere della Sera - Monica Guerzoni

il vice segretario del pd orlando
Il vicesegretario pd Andrea Orlando al Corriere : «Il dialogo con Forza Italia va coltivato con cura». a pagina 11

ROMA «Il problema non è chi frena e chi corre, ma come si corre».


E al Pd, vicesegretario Andrea Orlando, non sta bene che il premier decida da solo, o che non decida affatto?


«Il punto non è se lo fa da solo o in compagnia, il punto è che si faccia. Non abbiamo gelosie, abbiamo preoccupazioni sul fatto che i dossier si sommino, piuttosto che si chiudano».


Quanto durerà la tregua tra Zingaretti e Conte?


«Abbiamo raccolto una disponibilità al confronto a 360 gradi. Si è stabilito un metodo e si sono definite delle tappe sui dossier aperti, quel che chiedevamo quando abbiamo posto il tema degli Stati generali dell'economia».


Sulle semplificazioni, non siete voi che frenate?


«Accelerare sacrificando le regole europee che garantiscono trasparenza e concorrenza rischia di introdurre brutte sorprese e non è detto consenta di fare piu veloce. Piuttosto abbiamo insistito per gli interventi che frenano l'assunzione di responsabilità dei dirigenti, la cosiddetta burocrazia difensiva».


Avete voluto lo stralcio del condono edilizio, protestate sugli appalti e sulle grandi opere «modello Genova»...


«I condoni non mi paiono accelerazioni e un conflitto con le normative Ue a scapito della concorrenza, proprio quando in Europa si discute del sostegno da dare alle economie, può fornire argomenti a chi guarda con pregiudizio ai Paesi del Sud e non vede l'ora di fare una caricatura dell'Italia».


Sul Mes il premier vi ha rassicurati?


«Noi speriamo si possa sciogliere questo nodo. La pandemia ha messo in luce gli interventi necessari al nostro Sistema sanitario nazionale. Non possiamo perdere questo treno».


Alle Regionali rischiate la batosta. L'appello di Conte al M5S ha smosso qualcosa, almeno in Liguria?


«Credo che il risultato sarà equilibrato. E comunque entrare in campagna elettorale mentre il governo è chiamato ad affrontare grandi difficoltà, con le forze politiche che lo sostengono in competizione tra loro, non è il migliore degli scenari. Conte ha dato una scossa salutare e per noi, fino all'ultimo momento utile, la porta per l'allargamento delle coalizioni è sempre aperta».


Puntate al rimpasto, con Zingaretti vicepremier? O volete davvero cambiare il premier?


«Non siamo interessati a discutere di organigrammi, ma di cose da fare. Conte si rafforza aiutandolo tutti a sciogliere i nodi e a cambiare passo sui dossier, da come utilizzare i fondi Ue, alla scuola, con la massima costruttività e lealtà».


Conte deve intestarsi la guida del Movimento?


«Il cambiamento che il M5S sta attraversando va guardato con attenzione e rispetto, senza fare caricature ma contraddicendo gli elementi di populismo che caratterizzano alcune posizioni. Sono fiducioso sugli esiti di questa evoluzione, ma non mi illudo che sia indolore e non abbia contraccolpi
».

Vi preoccupa la «sondaggite» di Palazzo Chigi?


«No, il consenso è una forza. Siamo stati noi i primi a scommettere su Conte riferimento di una coalizione. Ma più dei sondaggi, che in autunno possono cambiare, per Conte e per noi, c'è il problema della vita reale degli italiani. Questa è la spinta che ci muove».


Avete una strategia per evitare la spallata di Salvini?


«Fare le cose. Il dl Semplificazioni è una prima risposta importante. La cosa peggiore sarebbe litigare su come impiegare le risorse. Va raccolto l'invito dei sindacati a stringere un patto sociale».


Berlusconi è disposto a entrare al governo con una maggioranza diversa. Valutate questo scenario, per far passare il Mes?


«Una maggioranza alla fine ci sarà. In tutti i casi il dialogo con FI sui temi fondamentali va coltivato con attenzione. Non stiamo progettando i prossimi mesi, ma i prossimi decenni. L'unità delle forze che si riconoscono nella prospettiva europea è un valore».


Come pensate di approvare la legge elettorale con sbarramento al 5%, che non piace a Leu e a Italia viva?


«La nota congiunta dell'8 gennaio testimonia che tutte le forze di maggioranza erano consapevoli della mostruosità che deriva dal combinato disposto tra taglio dei parlamentari e Rosatellum. Milioni di italiani resterebbero senza rappresentanza. Se c'è stato un cambio di opinione è bene dirlo, ma il tema non può essere rimosso».


Renzi ha 18 senatori, sarà l'ago della bilancia?


«Surreale. Se in autunno non diamo risposte forti su come spendere i fondi Ue, rischia di non esserci più né la bilancia, né l'ago».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il vicesegretario pd: infine una maggioranza sui fondi Ue ci sarà

Il problema non è chi frena e chi corre, ma come si corre

La parola

election day

Il 20 e 21 settembre
si vota per elezioni regionali e comunali e sul referendum costituzionale previsto sul taglio dei parlamentari. Per le Regionali andranno al voto Veneto, Liguria, Toscana, Campania, Marche e Puglia

I fronti aperti

Gli aiuti europei

per la sanità

Uno dei temi di maggiore scontro tra i partiti della maggioranza di governo riguarda il ricorso al Mes senza condizionalità predisposto dall'Europa con un prestito da quasi 37 miliardi per le spese sanitarie. Il Pd preme per utilizzarli mentre i 5 Stelle sono contrari e puntano ad aspettare la definizione del Recovery fund da parte Bruxelles

1

Appalti, sul codice tensioni tra alleati

È slittato ancora l'ok al dl Semplificazioni, tra le priorità del Pd. A dividere gli alleati è il codice degli appalti, con le norme di emergenza previste fino al 31 luglio 2021 tra le quali affidamento diretto per opere sotto i 150 mila euro e procedure accelerate. M5S punta al modello Genova e vuole il superamento del codice degli appalti

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Abuso d'ufficio,
i nodi da sciogliere

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Altro tema di scontro nel dl Semplificazioni, la riforma dell'abuso d'ufficio e delle regole previste per superare i casi che penalizzano i funzionari. È allo studio la possibilità di limitare la responsabilità erariale ai soli casi di dolo e l'abuso d'ufficio alle fattispecie che non prevedono margini di discrezionalità

La legge elettorale

da portare in Aula

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Infine c'è il dossier legge elettorale, che il Pd vorrebbe chiudere in fretta con la richiesta di calendarizzare la riforma il 27 luglio alla Camera. Pd e M5S si erano trovati d'accordo mesi fa su un proporzionale con sbarramento al 5% ma Leu e Italia viva si oppongono. Divise anche le opposizioni


Foto:

La serata inaugurale

Sala della Regina Montecitorio, dopo la presentazione del Rapporto Istat 2020 il presidente della Camera Roberto Fico e il premier Giuseppe Conte hanno parlato da soli per una mezz'ora (LaPresse)

Chi è Andrea Orlando, 51 anni, dal 2019 vicesegretario del Pd