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27/02/2021

Formula Monza fa un secondo giro Stavolta va ad altre micro-imprese

QN - Il Giorno

MONZA di Martino Agostoni Dopo bar, ristoranti e negozi di vicinato chiusi per l'emergenza sanitaria, gli aiuti comunali per le micro-imprese vengono allargati anche a palestre, agenzie di viaggio, attività immobiliari e laboratori artigianali, di stampa e fotocopisterie. Fa un secondo giro "Formula Monza", l'operazione approvata a dicembre dall'Amministrazione che ha stanziato poco più di 1 milione per un fondo di ristoro per le piccole imprese che hanno subìto restrizioni e chiusure obbligate. Fino al 31 gennaio è rimasto aperto il bando per accedere ai contributi destinati a coprire fino al 100% delle spese inderogabili, come affitti o leasing, sostenute da bar, ristoranti e piccoli negozi nei periodi di chiusura forzata: sono arrivate 196 domande. Un numero inferiore alle attese, che ha permesso di soddisfare tutte le richieste erogando 490mila euro e lasciando in avanzo nel fondo altri 562.500 euro. Abbastanza per permettere di riaprire il bando "Formula Monza" per una seconda raccolta di domande, introducendo anche alcune integrazioni sia per allargare la platea sia per aumentare il massimale del contributo erogato. E quest'ultima possibilità ha anche valore retroattivo per le imprese che hanno partecipato al primo bando: il contributo massimo previsto inizialmente era di 2.500 euro, ora il plafond è stato aumentato a 3.500 euro e verrà riconosciuto anche alle domande già presentate che sono state soddisfatte fino a 2.500 euro ma che avrebbero i requisiti per arrivare fino al nuovo massimale. Con la riapertura del bando aumenteranno anche le tipologie di attività ammesse secondo i rispettivi codici Ateco, tra cui palestre, agenzie di viaggio, attività immobiliari e laboratori, mentre restano confermati i requisiti approvati a dicembre per l'accesso di piccole imprese e attività commerciali con meno di 10 dipendenti e un fatturato entro i 2 milioni l'anno, che abbiano subìto le sospensioni del lavoro imposte dei vari Dpcm e quindi non operino nella filiera dei beni essenziali rimasta sempre attiva. Devono ancora essere comunicati tempi di riapertura e durata del bando. Se anche con il secondo giro non dovesse andare esaurito il fondo disponibile, le risorse avanzate verranno ridistribuite tra tutte le domande già ricevute e con i requisiti previsti. © RIPRODUZIONE RISERVATA