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03/03/2021

«Forio-Lacco Ameno, patto scellerato» l’atto di accusa di De Siano al Viminale

Il Mattino

NEL MIRINO ANCHE VECCHI APPALTI PER PORTO E RIFIUTI LA PREFETTURA CHIEDE AI SINDACI RISPOSTE SCRITTE
IL CASO
Massimo Zivelli
Assunzioni e appalti pilotati, «bad influence» politiche e istituzionali. Sull'isola d'Ischia lo scontro politico si fa sempre più duro, e le polemiche non sono soltanto interne ai singoli Comuni ma rimbalzano da un Municipio all'altro, alimentandosi e amplificandosi. Così, diventa un caso l'infuocata interrogazione presentata al ministro dell'Interno dal senatore Domenico De Siano, che coinvolge non solo gli amministratori della «sua» Lacco Ameno, sindaco Giacomo Pascale in testa, ma anche quelli della vicina Forio, a cominciare dal primo cittadino Francesco Del Deo, con una stoccata finale destinata anche a Rosario Caruso, sindaco di Serrara Fontana, a sua volta tratteggiato come «non estraneo all'asse Pascale-Del Deo». Una escalation di toni e accuse molto simili a quelli registrati nelle passate campagne elettorali amministrative. In queste stesse ore d'altronde il senatore di Forza Italia attende la pubblicazione della pronuncia del Consiglio di Stato sul suo ricorso per ottenere l'annullamento del risultato elettorale, che lo ha visto soccombere per un pugno di voti all'avversario di sempre Pascale.
LA RICHIESTA
Investita del compito di condurre l'istruttoria e poi relazionare al ministro Lamorgese, la Prefettura di Napoli ha trasmesso sia a Pascale che a Del Deo il testo della interrogazione presentata da De Siano, assieme alla richiesta di produrre risposte per iscritto da trasmettere al Viminale. Ma quali sono le accuse mosse dal senatore? Nell'interrogazione si parla di una rete di commistioni che esisterebbero «fra gli attuali amministratori dei Comuni di Lacco Ameno e Forio, e consistenti in scambi di favori con assunzioni incrociate presso le rispettive entità amministrative», ma anche di ombre sulla concessione di appalti e forniture. Del presente, così come anche del passato, a cominciare dall'affidamento in gestione del porto turistico concretizzata con «incassi in nero». E mentre elenca quelle che a suo dire sarebbero state, con un sistema a incrocio, le «assunzioni di favore» come quella della moglie del sindaco di Lacco Ameno al Comune di Forio e, viceversa, quella di un consigliere comunale di Forio al Comune di Lacco Ameno (dove De Siano è all'opposizione nel consiglio comunale), per la vicenda della sostituzione del capo dell'Ufficio Tecnico, avvenuta alcuni anni fa, il senatore lancia una pesante bordata all'indirizzo di Forio, laddove cita l'inchiesta giudiziaria sull'appalto del servizio di nettezza urbana. Fatti che fecero scattare misure cautelari a carico di diverse persone e pubblici funzionari, che però si riferiscono al 2012, quando cioè a Forio vi era un'altra amministrazione in carica.
LA REPLICA
«L'intenzione è forse quella di tratteggiare una sorta di continuità temporale di esercizio del presunto malaffare, fino ai giorni nostri e in relazione alle concessioni nel porto turistico e di altri servizi, ma - fa sapere un esponente della giunta Comunale di Forio - è chiaro che con i fatti del 2012 noi non c'entriamo assolutamente. Peraltro in quella inchiesta del 2012 il gip Claudia Picciotti arrivò a chiedere l'arresto dello stesso senatore De Siano, negato poi sia dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, che dal voto in aula al Senato». Il procedimento penale a carico del parlamentare azzurro (che all'epoca dei fatti contestati non era ancora senatore, ma solo amministratore del comune isolano) verteva in particolare su un presunto giro di mazzette in occasione di tre gare d'appalto relative alla raccolta di rifiuti, rispettivamente nei comuni di Forio, Lacco Ameno e di Monte di Procida. Si indagò allora sulle presunte connivenze tra le tre amministrazioni comunali e la società Ego Eco, incaricata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti assegnato mediante procedura negoziata. Oggi De Siano parla di «scandalosa rimozione del funzionario, architetto Matarese, dalle sue funzioni direttive, dopo che questi avrebbe scoperto e comunicato al sindaco e al segretario generale la liquidazione illegale di molte migliaia di euro alla Ego Eco». Un dossier spinoso su cui il Viminale è chiamato a esprimersi. E uno scenario che spiega in modo eloquente il perchè, nonostante i ripetuti tentativi, a Ischia non è mai riuscito l'accorpamento dei sei campanili in un Comune unico.
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