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19/05/2020

Fondi indebiti a 4 Comuni franciacortini

QN - Il Giorno

BRESCIA Un anno fa Regione Lombardia dopo avere erogato per la sicurezza urbana finanziamenti ai Comuni di Palazzolo, Erbusco, Rovato e Cazzago San Martino aveva fatto marcia indietro, imponendone la restituzione per presunta mancanza dei requisiti richiesti dal bando. Adesso il dietrofront ha pure l'avallo del Tar, che ha dato ragione al Pirellone e bocciato il ricorso delle amministrazioni pubbliche. La sentenza segue il rigetto della domanda cautelare del giugno 2019. Sul piatto ci sono oltre duecentomila euro: 113mila che erano stati incamerati nel 2017 da Palazzolo ed Erbusco, e altri 103mila da Rovato e Cazzago. Tutti da rendere, per la sede bresciana del Tribunale amministrativo. La vicenda prende le mosse da un bando del 2017 che prevedeva fondi per due progetti: il primo, per installare nuove telecamere di videosorveglianza, per il migliorare quelli esistenti creando pure un collegamento con la centrale operativa di almeno una delle forze dell'ordine, e per la realizzare impianti ultramoderni, dotati esclusivamente di sistemi di rilevazione di targhe in grado di segnalare quelle sospette. Il secondo, per acquistare dotazioni tecnico-strumentali e per rinnovare e ampliare il parco auto delle polizie locali. Le quattro realtà della Franciacorta avevano fatto domanda per entrambi i lotti dell'iniziativa, e per parteciparvi si erano consorziate: Rovato con Cazzago (e Rovato capofila), Palazzolo con Erbusco (Palazzolo capofila). Condizione preliminare posta dalla Regione per accedere ai fondi: un organico minimo delle Locali di 18 operatori e la continuità del servizio «per almeno due turni, per un minimo di 12 ore e una reperibilità sulle 24 ore». Le amministrazioni avevano dichiarato di essere in regola. E i soldi sono arrivati. Qualche tempo dopo però, sorpresa: in seguito ad alcuni accertamenti il Pirellone ha stigmatizzato la mancanza di un requisito fondamentale, ovvero le 12 ore di servizio continuativo per tutti i giorni della settimana. I fogli di servizio avevano infatti evidenziato che la domenica gli agenti non riuscivano a garantire una copertura totale. Conseguenza: l'8 marzo 2019 è stata dichiarata la decadenza dai finanziamenti, e i Comuni beneficiari sono stati invitati a restituire tutto, nonché a pagare more e interessi legali. L'atto è stato impugnato dai due enti capofila perché il bando, sostegono, non era stato sufficientemente esplicito nel chiedere l'obbligo delle 12 ore quotidiane, e comunque il problema sarebbe superabile con la reperibilità del personale sempre attiva sulle 24 ore. Per il Tar tuttavia non è abbastanza: i fondi di quel bando sono «premiali, dunque presuppongono un'organizzazione del servizio di polizia locale più efficiente rispetto alla situazione di partenza, alla quale sono invece destinati i finanziamenti ordinari» si legge in sentenza. E nello specifico, non è garantito il requisito delle 12 ore di servizio continuativo nella giornata di domenica. Per i ricorrenti bisognerebbe considerare l'insieme delle ore di servizio settimanali, corrispondenti a una media giornaliera superiore alle 12 ore. Invece per i giudici, così come per la Regione, i finanziamenti hanno lo scopo di «migliorare la sicurezza della popolazione attraverso l'ampliamento della presenza degli agenti sul territorio. Se nei giorni festivi la presenza è sensibilmente ridotta o assente, alla collettività non arrivano, o arrivano solo parzialmente, i benefici della spesa pubblica sostenuta dalla Regione. In altri termini, risulta assente la continuità del servizio. E la reperibilità non è evidentemente un perfetto sostituto della presenza in servizio». Beatrice Raspa © RIPRODUZIONE RISERVATA