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25/03/2021

Fondi ex zona rossa, i commercianti si «ribellano» alle condizioni del bando

Il Mattino

PER ACCEDERE AI CONTRIBUTI LE IMPRESE DOVREBBERO SALDARE DEBITI INEVITABILMENTE CONTRATTI DURANTE LO STOP
ARIANO/2
Non incontra il favore di tutti il bando esplorativo emesso dall'amministrazione arianese per conoscere esattamente il numero delle aziende in difficoltà e per stabilire i criteri per l'assegnazione dei fondi per le zone rosse.
Alle riserve dei partiti di opposizione si aggiungono quelle di alcune associazioni di categorie produttive. L'Unione Commercianti Arianesi rivolge un appello al sindaco Franza e all'assessore Ninfadoro affinché facciano chiarezza sul bando. «Stiamo perdendo molto tempo - sostiene il presidente dell'Uca Manfredi D'Amato - per dare una boccata di ossigeno a le attività rimaste chiuse a seguito delle restrizioni. Le cure al malato non possono giungere quando si è già morti. Oggi siamo ancora nella fase esplorativa e propedeutica per un nuovo bando di erogazione, ma la cosa più assurda è leggere nella domanda che chi non è in regola con i tributi comunali, deve prima regolarizzare la propria posizione entro la scadenza del bando. Premesso che vi è stato il periodo di sospensione dei pagamenti, e che lo Stato ha dato un ristoro ai comuni per i mancati introiti. Il nostro Comune ha percepito 200.000 euro, ma ci risulta assurdo che per partecipare ad un bando di sostegno si pretenda prima la regolarizzazione e poi l'erogazione dei contributi. Speriamo in un pronto chiarimento da parte dell'amministrazione affinché tutte le attività possano partecipare al riparto senza vincoli pretestuosi».
Con argomenti quasi analoghi il ragionamento di Nicola Grasso della Confcommercio. «Chiediamo al sindaco ed alla giunta del comune di Ariano - precisa Grasso - una rivisitazione del testo sulla indagine esplorativa per il censimento della platea dei beneficiari dei fondi per la zona rossa (Sostegno alle attività economiche ubicate nel territorio di Ariano) affinché vengano introdotte agevolazioni che tengano realmente in considerazione le esigenze degli imprenditori, degli artigiani e degli operatori del commercio e garantiscano una ripresa rapida dell'economia».
Sarebbero, insomma troppo restrittivi i criteri di assegnazione degli indennizzi a fondo perduto stabiliti dal bando. «Non concordiamo - ribatte Grasso - per esempio sulla decisione di prevedere ristori solo per le attività in regola con il pagamento dei tributi comunali come l'Imu o la Tari a meno che non paghino entro il 15 aprile. Un imprenditore che nell'anno 2020 non è riuscito a pagare perché non aveva lavorato essendo chiuso per decreto, deve pagare entro 15 giorni per poter ricevere il ristoro, condizione mai vista».
v. g.
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