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05/05/2020

«Fondi al Sud non si toccano ma va migliorata la spesa»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL FOCUS «Ci sono grosse inefficienze nella spesa, vanno semplificate le procedure di programmazione e assegnazione delle risorse» L'INTERVISTA L'esponente del Governo Conte replica alle accuse relativa alla diffusione di una bozza di un documento del Dipe
Il sottosegretario Turco: «Un Mezzogiorno forte, rafforza tutto il Paese»
MIMMO MAZZA l TARANTO. «Nessuna risorsa destinata al Mezzogiorno sarà mai sottratta al Sud. Le soluzioni alla crisi economica connessa al coronavirus non vanno ricercate modificando le norme a tutela del Mezzogiorno d'Italia. Così come è inopportuno creare contrapposizioni futili all'interno del Paese in questo momento di emergenza. E poi vi pare possibile che un uomo del profondo Sud, come me, possa mai solo ipotizzare di poter sostenere e avallare una cosa del genere?» A parlare è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il senatore tarantino Mario Turco (M5S) che alla Gazzetta spiega quanto accaduto con la circolazione della bozza di documento "L'I talia e la risposta al Covid-19", definita da lui stesso «un falso documento politico». Sottosegretario, cosa è successo? Ancora si polemizza a mezzo stampa su un documento che non è stato mai posto al vaglio delle autorità politiche preposte. Trovo tutto ciò francamente assurdo, non si può distogliere l'attenzione dal faticoso, proficuo e innovativo lavoro che si sta facendo al Dipartimento di Programmazione Economica per migliorare l'efficienza delle politiche d'in vestimento e rendere più efficaci le attività di monitoraggio. La rimozione degli squilibri sociali ed economici tra Nord e Sud del Paese, peraltro, è sancita dalla Costituzione, nonché dal Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. In applicazione di tali principi, sono state approvate varie norme, come quella che ha istituito il Fondo per lo sviluppo e la coesione per la programmazione 2014-2020, con una dotazione finanziaria che è aumentata con la legge n. 160 del 27 dicembre 2019 di ulteriori 5 miliardi di euro, fino a concorrere alla somma complessiva di 68 miliardi di euro, da destinare per 80% al Mezzogiorno e 20% al Centro-Nord. Allo stesso tempo, con decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, è stata istituita la clausola di riequilibrio territoriale del 34% per le Regioni del Sud, con riferimento agli stanziamenti ordinari in conto capitale, iscritti nei bilanci di previsione dello Stato. Esistono leggi che disciplinano la destinazione dei fondi per il Sud, introdotte per rispettare Costituzione e trattati europei. Una polemica basata sul nulla, quindi? Guardi, tutto il Mezzogiorno d'Italia troverà in me sempre un alleato e un sostenitore delle sue istanze. A maggior ragione quando si stratta di crescita economica, sviluppo e investimenti, ambiti che riguardano la mia delega governativa e la mia formazione professionale. La distrazione delle risorse destinate al Sud finirebbe non solo per creare maggiori diseguaglianze ma rallenterebbe la crescita economica dell'intero Paese. Sull'argomento, già nelle mie stesse informative al Cipe di novembre 2019 e Marzo 2020, così come in diversi interventi pubblici, ho sempre evidenziato la necessità di migliorare la capacità di spesa e soprattutto la qualità degli investimenti del Meridione, dove peraltro serve un piano infrastrutturale integrat" che metta a sistema le diverse realtà del Sud. Questo è tutto agli atti. Lei tra l'altro ha compiuto un monitoraggio sin dal suo insediamento sugli investimenti pubblici. Può farci una panoramica per ciò che riguarda il Sud? Nel Mezzogiorno, gli investimenti pubblici, continuano a costituire uno dei principali strumenti di politica economica anticiclica, per fornire sostegno al reddito e all'oc cupazione delle regioni economicamente più fragili. Dal 2015 ad oggi, vi è stato un tentativo di riprogrammazione e rilancio degli investimenti pubblici come driver per l'ac celerazione della crescita economica e la riduzione dei divari Nord-Sud. Nonostante le storiche carenze infrastrutturali del Sud, la capacità di spesa rimane ridotta per una serie di criticità legate sia alle carenze progettuali, sia alla gestione degli affidamenti sia alla stessa realizzazione dove è in crescita il fenomeno dei fallimenti delle imprese affidatarie. In dieci anni, sono scomparse 120 mila imprese di costruzioni. Vi fornisco, inoltre, un altro dato emblematico a livello nazionale. Con riferimento alla programmazione in corso (2014-2020) dei Fondi di sviluppo e coesione (FSC), la capacità di spesa risulta di circa il 2%. Nell'anno 2019, così come ho evidenziato nell'ultima informativa al CIPE, si registra comunque un rilevante incremento della spesa infrastrutturale del 7,2%, grazie all'introduzione di una serie di norme di semplificazione approvate. Il problema dov'è? Le cause di questa inefficienza della spesa sono molteplici ma ritengo che occorra semplificare le procedure di programmazione e assegnazione delle risorse, di affidamento delle opere e di valutazione delle imprese affidatarie, dove è necessario non solo valutare il prezzo offerto e la qualità del progetto, ma anche la solidità dell'impresa affidataria, introducendo strumenti di misurazione della sostenibilità economico-finanziaria, in modo da garantire il compimento dell'opera pubblica. Occorre dunque intervenire normativamente modificando e semplificando il codice degli appalti, nel rispetto comunque della legalità e dei vincoli paesaggistici e architettonici. Su quest'ultimo argomento, è da alcune settimane che, con il supporto del Dipe, di Investitalia e del nucleo di esperti NTPE, ho coordinato un percorso di condivisione di proposte che mi accingo nei prossimi giorni a presentare. Nel corso dei lavori, diversi sono stati gli incontri con Ance e Upi, a cui seguirà il prossimo confronto anche Anci.

Foto: SOTTOSEGRETARIO Mario Turco