scarica l'app
MENU
Chiudi
21/04/2020

Fondamentale la ripartenza dei cantieri: servono procedure straordinarie subito

Il Messaggero

L'INTERVENTO
In attesa di un contenimento della pandemia e mentre l'Europa sta discutendo molto sugli aspetti tecnici per risollevare il sistema economico e poco sugli obiettivi da raggiungere, è opportuno interrogarsi su come poter far ripartire il nostro sistema produttivo. L'obiettivo deve essere duplice: sconfiggere il Covid-19 e evitare la recessione. Sono convinto che questa emergenza, che ha rivoluzionato le nostre vite e il nostro lavoro, rappresenti anche un'opportunità: quella di rilanciare il Paese eliminando una volta per tutte i nostri difetti cronici che ci hanno frenato negli ultimi 20 anni, mi riferisco, ad esempio, all'eccesso di burocrazia e alla corruzione.
Se si vogliono trasformare i motivi di preoccupazione delle imprese e dei lavoratori, in speranze e certezze, occorre semplificare e rendere più attuali quelle regole che sono ormai superate. Il settore delle infrastrutture e delle grandi opere nella storia moderna del nostro Paese ha spesso funzionato da volano alla ripresa dell'economia. È da qui, quindi, che dobbiamo ripartire. Dal comparto delle costruzioni può arrivare la spinta capace di compensare una ripresa della domanda privata che sarà graduale.
Come più volte asserito dai nostri Ministri competenti e dalla stessa Confindustria nazionale, le opere pubbliche in Italia sono per gran parte già finanziate, si parla di oltre 120 miliardi di euro di opere e lavori bloccati per vari motivi: burocratici o contenziosi legali. Sarebbe quindi particolarmente importante che si procedesse allo sblocco di questi cantieri con procedure straordinarie, nel rispetto delle norme, sul modello Expo o Ponte di Genova. Oggi il nostro Paese ha bisogno di un sistema nuovo - che può anche essere quello dei commissari con veri poteri in grado di superare il codice degli appalti - in modo da riavviare immediatamente uno dei motori economici più importanti quello rappresentato dalle infrastrutture. Da anni le normative in tema di appalti sono diventate sempre più stringenti per le imprese sane e regolari, senza riuscire al contempo ad arginare quelle irregolari e di matrice illegale.
Intanto comunque l'urgenza e la priorità è far arrivare immediatamente liquidità alle imprese per la maggior parte in sofferenza dopo quasi due mesi di fermo.
Il ricorso al Fondo di garanzia sembra essere il mezzo più immediato da attivare, sempreché non si blocchi sulle procedure. Questo vale per le piccole, medie e grandi imprese. Tuttavia, la liquidità immessa, se indispensabile alle imprese per la sopravvivenza, contribuirà ad aumentare l'indebitamento. Da questa vicenda, quindi, le aziende usciranno tutte con più debito, debito che non potrà essere rimborsato in soli sei anni come proposto dal Governo. Occorrerà in tal senso aprire un serio negoziato anche in sede europea.
Maurizio Mariotti
Presidente Confindustria
Sezione Perugia
© RIPRODUZIONE RISERVATA