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28/09/2018

Flaminia, l’appalto stregato bufera giudiziaria sulla ditta

Corriere Adriatico

LE MANUTENZIONI
ANCONA Una maledizione. Appena aggiudicati definitivamente i lavori di asfaltatura della Flaminia sono stati stoppati. La doccia gelata è arrivata da oltre 600 chilometri, nello specifico dalla Procura di Castrovillari che ha portato a termine l'operazione Comune accordo con 40 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori, professionisti e pubblici funzionari dipendenti del Comune di Corigliano Calabro, ritenuti responsabili, a vario titolo, di diversi reati: associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, frode nelle pubbliche forniture, falso ideologico, abuso d'ufficio e corruzione.
Il socio
Che c'entra Ancona con Corigliano Calabro? Tra gli arrestati figura anche Damiano Perrone, il socio accomandatario della Co.Ge.Ca. Costruzioni Generali Calabresi s.a.s. Ovvero la ditta a cui il 17 settembre il Comune ha affidato definitivamente la manutenzione straordinaria della Flaminia, nel tratto dal by pass della Palombella alla stazione. Ovviamente non c'è alcun nesso tra le due questioni. Tanto più che l'aggiudicazione definitiva da parte degli uffici comunali è arrivata quando i funzionari hanno avuto tutti i documenti dai vari enti così come previsto dal Codice degli appalti: casellario giudiziale, posizioni Inps e Inail, regolarità del Durc alla cassa edile, certificazioni antimafia della Prefettura, l'attestazione all'Agenzia delle entrate sull'assenza di debiti fiscali, certificazioni della Camera di Commercio.
La richiesta
Certificati e requisiti tutti in regola, come si legge nel documento istruttorio. Dove si ricorda tra l'altro che «in data 28/06/2018, prot. gen.52905, è stata inserita nella Banca dati nazionale Antimafia la richiesta di informazione antimafia per l'applicazione del Protocollo di Legalità e ad oggi (settembre, ndr) non risulta evasa. Tuttavia in considerazione di quanto previsto nella L.190/2012 nonché nel citato protocollo di legalità sottoscritto tra la Prefettura di Ancona e il Comune di Ancona, essendo trascorsi 30 giorni dalla richiesta si può procedere con la stipula del contratto». Ma il 12 luglio è scattata l'operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza. Ma nessun aggiornamento evidentemente è stato effettuato nelle varie banche dati. Nè sono scattate segnalazioni tra i vari enti coinvolti. Così il Comune di Ancona è andato avanti nell'iter, già tortuoso, per aggiudicare gli attesi lavori anti-buche in quel tratto di Flaminia.
Le fotocopie
Fino a quando sulle scrivanie degli uffici comunali sono arrivate alcune fotocopie con gli articoli riguardanti la bufera giudiziaria che si era abbattuta sulla Co.Ge.ca. E adesso? Che si fa con l'appalto da 377.479,65 (oltre iva) aggiudicato a quella ditta che aveva offerto il ribasso del 18,456%? La pratica, a un passo dall'avvio del cantiere, è stata congelata. Mentre l'ufficio bandi-gare ha interpellato la Procura di Castrovillari e richiesto, tra l'altro, l'aggiornamento dei carichi pendenti al Tribunale. Al termine dell'istruttoria avviata in Comune si deciderà se confermare o meno l'appalto. In caso di revoca i lavori verranno affidati alla seconda classificata. Ma sui tempi della decisione e l'eventuale avvio (o rinvio al 2019) dei lavori nessuno si sbilancia.
L'iter
L'inchiesta della Procura di Castrovillari è un'ulteriore tegola sul tormentato appalto della Flaminia. Il progetto definitivo, con un budget di 500mila euro, è stato infatti avviato il 20 marzo con l'approvazione in Giunta del progetto definitivo del lotto per sistemare la Statale tra il by pass della Palombella e la stazione, martoriata da buche ed avvallamenti. Il 6 aprile il Comune aveva sorteggiato 15 ditte e le aveva invitate a presentare un'offerta per il lotto 1 (Flaminia). Il 6 giugno si era arrivati all'aggiudicazione provvisoria dei lavori. Ma qui è scattata la lunga fase di richiesta-attesa dei vari certificati. E si è arrivati a metà settembre, sei mesi dopo il primo ok ai lavori, con l'aggiudicazione definitiva. Ma come in un infernale gioco dell'oca la pratica rischia di tornare alla casella del via.
Massimiliano Petrilli
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