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20/12/2018

Firmata l’intesa sugli interinali in servizio al Valsasino

Il Cittadino di Lodi

san colombanoVerranno trattati come i colleghi assunti direttamente
Accordo per i lavoratori interinali in servizio al Valsasino, avranno lo stesso trattamento economico dei loro colleghi assunti direttamente dall'Azienda di servizi alla persona, compreso il premio di produzione. È un piccolo dettaglio, ma un passaggio fondamentale nella contrattazione degli enti pubblici. L'accordo vale per circa sei o sette della dozzina di lavoratori somministrati. «Molto soddisfatti per il principio, che equipara una volta per tutte i lavoratori interinali ai loro colleghi con i quali condividono mansioni e impegno, ma fino a oggi non tutte le stesse spettanze economiche», spiega Mauro Braghin della Felsa Cisl. L'intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi dal sindacato, dal Valsasino e dall'agenzia Tempi Moderni che fornisce i lavoratori in somministrazione alla struttura. «La dozzina di lavoratori somministrati finora ha svolto le stesse mansioni con lo stesso impegno dei colleghi assunti direttamente, ma se il salario mensile è simile, lo stesso non si può dire delle spettanze, in particolare del premio produzione - afferma Braghin -. Parliamo di cifre contenute, circa 200 euro una tantum, ma in questo caso il principio è rilevante: con l'accordo sottoscritto, chi ha i requisiti di ore lavorate per arrivare al premio di produzione lo riceverà con la mensilità di dicembre, pagata a gennaio. Anche negli enti pubblici il ricorso ai lavoratori somministrati è sempre più frequente, e la parificazione del trattamento è fondamentale. Nel caso del Valsasino sulla dozzina di lavoratori di questo tipo, avranno i requisiti in sei o sette». Ma non è l'unico aspetto notevole dell'accordo: finora i lavoratori sono stati confermati di mese in mese o ogni due o tre mesi, con una situazione di precarietà marcata. In base all'intesa a tre, fino al termine dell'appalto, che scadrà nel 2021, Valsasino e Tempi Moderni si impegnano a garantire un numero di ore tale da assicurare un contratto di più lunga durata, appunto fino alla scadenza, a un numero di lavoratori compreso tra i 5 e i 7, che saranno selezionati in base a un criterio d'anzianità di servizio. «I conteggi dettagliati sono in corso, ma anche questo è un aspetto di principio fondamentale - conclude Braghin -. Si rimane sempre nell'ambito del lavoro precario, ma passare da un orizzonte temporale di tre mesi a uno di due o tre anni fa la differenza. L'estensione dei diritti anche ai precari è una nuova frontiera della contrattazione quanto mai indispensabile oggi».

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