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29/06/2021

FiPiLi, arriva l’ultimatum dei sindaci «Stop ai dibattiti, bisogna agire»

Corriere Fiorentino

Primo piano Infrastrutture ed economia
Da Scandicci a Livorno, lettera aperta dai distretti al ministero delle infrastrutture e alla Regione L'urgenza «Ora la superstrada è un vincolo, non uno strumento. Cantieri infiniti e incidenti» La necessità «Solo con la terza corsia e il ponte tra Lastra e Signa ci potrà essere una svolta»
FiPiLi, nasce il «partito dei sindaci» per la terza corsia. Con una lettera, primo firmatario Alessio Falorni, sindaco di Castelfiorentino e Presidente dell'Unione EmpoleseValdelsa, praticamente tutti i sindaci dei vari distretti che trainano l'economia dell'empolese, del fiorentino, alcuni del pisano e pure di Prato chiedono di «porre fine, nel più breve tempo possibile, al dibattito che interessa questa infrastruttura, e mettere in campo i provvedimenti auspicati che la riguardano. La terza corsia avrebbe un effetto di traino straordinario per i distretti della moda, delle concerie, del turismo, dell'innovazione tecnologica che caratterizzano le Città che abbiamo l'onore di rappresentare; distretti che complessivamente (da Scandicci a Livorno) garantiscono ricchezza non solo al territorio, ma anche all'intero Pil toscano ed italiano». Subito viene in mente un attacco al presidente Eugenio Giani, a cui è indirizzata la lettera, anche se il primo destinatario è il ministro delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile Enrico Giovannini. «Assolutamente no - mette la mani avanti Falorni - anzi, è uno strumento per dare più forza alle richieste verso Roma del presidente per risolvere la questione». Ma il tono (e le firme) suonano comunque come un richiamo (anche) a Giani, oltre a chi gestisce la strada per conto della Regione, cioè la Città metropolitana di Firenze (sindaco Dario Nardella) e le province di Pisa e Livorno. Ora la FiPiLi costituisce «più un vincolo che uno strumento efficiente per il transito delle merci. Sistematicamente vi si aprono cantieri che, per le problematiche connesse e la delicatezza degli interventi, risulta un freno per tutti i territori che si incontrano lungo il suo asse, e una frustrazione per gli utenti della strada» si legge nella lettera. Ma i sindaci non si fermano qua: d'altra parte, nell'elenco, che per ora si ferma a 22 firme (da Matteo Biffoni di Prato a Brenda Barnini di Empoli, da Sandro Fallani di Scandicci a Simone Giglioli di San Miniato, peraltro tutti in ottimi rapporti con Giani) si chiede di intervenire subito su altre opere infrastrutturali: «Connessa alla FiPiLi, le altre grandi opere di nostro interesse riguardano il ponte sull'Arno fra Lastra e Signa che va ad agganciare la bretella verso Prato e la A11, progetto che avrebbe la funzione di costituire una veloce soluzione al traffico di attraversamento costituendo una auspicata alternativa per la relazione fra i due assi di penetrazione estovest come la FiPiLi e la A11 con l'autostrada del Sole che con la necessaria nuova viabilità di ingresso e di uscita presso il casello di Firenze Scandicci, separerebbe del tutto i due flussi costituendo quindi la definitiva soluzione ai nodi viari su quello strategico quadrante della nostra regione». E per fare queste opere, sindaci pensano anche al Recovery: anche se l'Unione europea vuole una svolta «green», non prevede di finanziare opere dove andranno mezzi a alimentazione fossile: «Il recovery magari non può essere usato per le strade, ma libera risorse da altre infrastrutture» chiosa Falorni. «Pronto a discutere delle strategie, ma ora si deve solo pensare a risolvere il problema della frana a Lastra a S igna» ribatte Giani, che sa che da Roma non possono arrivare grandi somme per intervenire sulla FiPiLi: è strada regionale, tocca a lui. E anche l'ipotesi di uno stop ai mezzi pesanti sulla FiPiLi è per il momento accantonato. La Città metropolitana non ha ancora trovato un modo per accelerare il bando per i lavori da circa 4 milioni: se non si trova, però, ci sarà da aspettare l'autunno solo per vedere partire i cantieri a Lastra a Signa. Marzio Fatucchi

La vicenda

● I lavori per superare la frana non sono ancora stati affidati: l'importo è di circa 4 milioni di euro, seguendo le regole del Codice degli appalti la gara è necessaria, i cantieri potrebbero arrivare solo nel tardo autunno ● Aver concentrato il traffico in solo due corsie ha aumentato l'usura della strada. Sono stati necessari più frequenti interventi di manutenzione, con frequenti chiusure notturne ● La FIPiLi è di competenza regionale. La Regione ne ha affidato la gestione alla Città metropolitana ed alle province di Livorno e Pisa ● Da gennaio scorso, all'altezza di Lastra a Signa, dopo una grande frana sono rimaste aperte solo due delle 4 corsie a disposizione, creando un «tappo» che causa ogni giorno lunghe code

Foto: Incidenti e cantieri Traffico bloccato e FiPiLi chiusa per un tamponamento. È una delle scene all'ordine del giorno sulla superstrada