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29/06/2021

“Finito il cantiere, tutti a casa l’edilizia deve far cessare definitivamente questa precarietà”

La Stampa - L. D. P.

L'OPERAIO EDILE
Aurelio Andrea Orrù, lavoratore edile del cantiere della metropolitana di Torino, delegato Uil Feneal, ha passato mesi difficili. Il suo è un settore che durante la pandemia di coronavirus è stato quasi del tutto annientato dalla crisi. «Adesso finalmente si percepisce un po' di ripresa e io, come è successo a moltissimi colleghi, dopo un lungo periodo inattività sono finalmente riuscito a rientrare in cantiere», racconta dal palco allestito in piazza Castello. Nonostante la spinta del Superbonus 110% non c'è però da esultare più di tanto. «Il settore edile è sempre stato un comparto precario, dove le assunzioni vengono fatte per singolo cantiere. Finito il lavoro, te ne torni a casa. Questo fenomeno deve cessare definitivamente ». Dopo 15 anni di crisi l'edilizia riparte, «ma lo fa tra mille problemi». Primo fra tutti quello della sicurezza. «Negli ultimi mesi i morti sul lavoro sono tornati paurosamente ad aumentare, quasi 2 al giorno nell'edilizia», sottolinea Orrù.Anche il Piemonte, secondo il delegato, ha pagato un prezzo carissimo. «Vinovo, Carmagnola, Rodallo, Alessandria e Verbania: sono alcuni dei luoghi nella regione dove i lavoratori impegnati nell'edilizia hanno perso la vita o subito incidenti. È indispensabile rafforzare le misure di sicurezza anziché smantellare il codice degli appalti». Un altro rischio concreto «è che torni il capolarato e che prendano di nuovo piede infiltrazioni mafiose. Questo perché nei cantieri infrastrutturali abbiamo già tantissimi problemi e durante la costruzione dell'opera il numero di ditte appaltatrici che falliscono è sempre più alto». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Aurelio Andrea Orrù