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03/08/2021

Finché siamo ancora in tempo discutiamone e… pensiamoci bene

Gazzetta del Sud

L' area dove sorgeva il vecchio Teatro in Fiera Tuttoè attualmente fermo dopo la clamorosa sentenza del Cga che ha azzeratol' aggiudicazione della gara L' attuale blocco dei lavori nella cittadella fieristica occasione di riflessione
Serve davvero alla città la realizzazione di una nuova palazzina uffici sulle macerie dell' ex Teatro? Nonè meglio il Lungomare? Il detto proverbiale recita: «Non tutto il male viene per nuocere»,e allora forse l' attuale stallo sarà utile?
LucioD' Amico Se si ascoltanoi giuristi, gli esperti di Diritto amministrativo, gli esponenti di alcuni dei più affermati studi legali messinesi, la rispostaè piùo meno la stessa: in linea teorica, si può fare tutto. D' altra parte, lo stabiliscono il Codicee alcune sentenze dellaa Corte di Cassazione. «Il committente può recedere dal contratto, anche seè stata iniziata l'esecuzione dell'operao la prestazione del servizio, purché tenga indenne l'appaltatore dalle spese sostenute, dai lavori eseguitie dal mancato guadagno. Esercitato il diritto di recesso il committente acquista la proprietà dell'opera già eseguita». L' appaltatore puòe deve aver diritto al risarcimento, «comprendente il prezzo dell'opera eseguita e il mancato guadagno», ma la Stazione appaltante può cambiare ideae le si concede «la possibilità di recedere senza problemi», fondandosi sul fatto che «col passare del tempo venga meno, per le cause più svariate, l'interesse del committente. Si tratta quindi di un veroe proprio diritto potestativo del committente, esercitabile a prescindere dal ricorrere di una giusta causa». Il parere dei giuristiè importante ma tutto quello che haa che fare con la città, conl' interesse generale, con il disegno strategico proiettato nel futuro (e tale, dunque, da ipotecare anche la Messina che verrà abitata dalle nuove generazioni), attienea scelte politiche.E le scelte sono politiche sia che le compia il Comune sia chel' ente decisoreè un altro, come l' Università, la Camera di Commercio, la Città metropolitana e, nel caso in esame,l' Autorità di sistema portuale dello Stretto. Avete capito benissimo di cosa si sta parlando... Cittadella fieristica: non tutto il male viene per nuocere o, almeno, potrebbe essere ancora una volta vero il vecchio detto proverbiale, se... Se ci pensassimo ancora bene. Se discutessimoe riflettessimo, nonostante tutto quello che siè già dettoe su cui siè riflettuto. In questo momento, dopol' inizioa spron battuto dei lavori, ormai completati, di demolizione del vecchio Teatro in Fiera, tutto siè fermato.E non perché sono stati ritrovati nuovi ordigni bellici ma per un motivo ancor più serio: il Cga, ribaltando la precedente ordinanza del Tar, ha azzerato le procedure di aggiudicazione di gara all' impresa appaltatrice e ha invitato l' Ente committente ad assegnare, una volta verificata la sussistenza dei requisiti di legge,l' appalto alla ditta seconda arrivata. Siamo, dunque, in questa fase di stallo.E allora chiediamoci nuovamente: alla città cosa serve in quel punto? Un nuovo edificio, una palazzina degli uffici, anche se in versione aggiornatae moderna, anche se frutto di un bel progetto?O serve, piuttosto, la liberazione del waterfront dalle barriere che ne impediscono l' accesso diretto, la semplice prosecuzione della Passeggiataa mareel' apertura della cittadella fieristica 365 giornil'a nno? Insomma, dopo aver demolito,è giusto ricostruire?Oè meglio spianare, abbellire, far di quell' area un nuovo" Chaleta mare"? Decidiamo, ma verrebbe da dire, facciamoloa cielo aperto, non in qualche stanza chiusa, valutando seriamentei proe contro,i costiei benefici, spiegando bene ai messinesi cosa si intende fare in quell' area così preziosa che continuaa esser loro negata.