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01/02/2020

Fincantieri rilancia «Più spazio in fretta sfruttiamo il boom»

Corriere Adriatico

Alla consegna della Seven Seas Splendor l'appello per il raddoppio del bacino dorico Attesa per il via libera a un investimento da 80 milioni. «Vale mille posti di lavoro»
LO SVILUPPO
ANCONA Se davvero «una nave costruita in un luogo speciale non può che essere speciale», come da slogan usato per presentare la Seven Seas Splendor nella cerimonia di consegna all'armatore, ecco che questo posto magico, Ancona con il suo stabilimento Fincantieri, sente più che mai il bisogno di ingrandirsi, ampliando il suo bacino, per non perdere nuove opportunità offerte dal boom della crocieristica. Perché realizzando l'ultimo gioiello della navigazione di lusso, che lascerà oggi il porto dorico per la crociera inaugurale verso la Spagna e poi oltre l'oceano fino a Miami, il cantiere anconetano si è misurato con i propri limiti di spazio, dopo aver lavorato per mesi e mesi a pieno regime, con tre navi in costruzione simultanea per tre brand diversi, impiegando circa 4.500 lavoratori, tra i 700 dipendenti diretti di Fincantieri e quelli delle aziende dell'indotto. «Abbiamo piani ambiziosi per il nostro cantiere di Ancona, ma oggi più di così non possiamo fare, con questo picco produttivo lo stabilimento ha raggiunto davvero il suo limite massimo di costruibilità», ha fatto presente l'ingegner Luigi Matarazzo, il direttore generale della divisione Navi Mercantili di Fincantieri intervenuto alla cerimonia a bordo della nave da crociera ultra-lusso insieme a Jason Montague, presidente della società armatrice Regent Seven Seas Cruises, brand del gruppo Norwegian Cruise Line Holdings.
La stazza massima lorda
Questione di stazza lorda e di lunghezza. La Spendor è lunga 224 e ha una taglia di 55mila tonnellate lorde. Così com'è oggi la Fincantieri di Ancona può arrivare al massimo a lavorare navi con un ingombro da 58mila tonnellate, a causa del collo di bottiglia della lunghezza del bacino, di 240 metri. «Abbiamo progettato l'ampliamento del bacino e mi auguro che si lavori tutti insieme finché ciò diventi realtà in tempi brevi per sfruttare le chance di un settore in grande espansione», si è augurato davanti alla platea di ospiti il direttore Matarazzo accennando al progetto di raddoppio del bacino di Ancona, con estensione verso terra di circa 60 metri, che Fincantieri ha già pronto, finanziato nel piano di investimenti con 40 milioni di euro, la metà del fabbisogno, mentre il resto spetterebbe allo Stato, in particolare al ministero delle Infrastrutture.
La richiesta in attesa dal 2018
La richiesta di altri 7mila metri quadrati di aree terrestri e specchi d'acqua, da destinare allo sviluppo del cantiere navale di Ancona, era stata avanzata da Fincantieri nel gennaio 2018, insieme alla domanda per il rinnovo per altri 40 anni della concessione demaniale, in scadenza nel 2022, dei circa 270mila mq ora utilizzati dal colosso della cantieristica. A due anni di distanza, Fincantieri è ancora in attesa del via libera, anche se nel settembre 2019 è arrivata all'Autorità portuale di Ancona la lettera con cui il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti comunicava la disponibilità a finanziare con 40 milioni l'ampliamento dello stabilimento Fincantieri. L'ultimo nodo da sciogliere, in mano all'Avvocatura dello Stato, riguarda la possibilità che a gestire i lavori come stazione appaltante sia direttamente Fincantieri, per poter conciliare meglio l'ampliamento del bacino con le costruzioni delle navi e il rispetto delle scadenze, visto che il portafoglio ordini dello stabilimento di Ancona è già saturo fino a tutto il 2023 e ci stanno maturando anche altre commesse per gli anni a venire. «Noi siamo fiduciosi che la situazione possa sbloccarsi - mostrava fiducia ieri l'ingegner Materazzo di Fincantieri -, poi i tempi della fase esecutiva non sarebbero lunghi, in un anno e mezzo massimo due contiamo di ingrandire il bacino».
Giampieri: chance unica
Un'operazione che consentirebbe di costruire ad Ancona navi fino a 100mila tonnellate di stazza e 300 metri di lunghezza e che, secondo le stime di Fincantieri, potrebbe valere fino a mille posti di lavoro in più. Per chiedere di accelerare i tempi si è mosso anche il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, che il 12 febbraio prossimo incontrerà al Mit il ministro Paola De Micheli proprio sul tema del bacino Fincantieri. «È una grande scommessa sulla quale ci giochiamo anche la faccia - parole di Rodolfo Giampieri, presidente dell'Autorità portuale dell'Adriatico centrale -. Anche i 40 milioni del finanziamento pubblico sono ormai ancorati in una posta del bilancio dello Stato e resta da risolvere sdolo la questione della stazione appaltante, che noi vorremmo fosse Fincantieri per una questione di speditezza, pur mantenendo una sorveglianza pubblica sugli stati di avanzamento. Prima di perdere un'opportunità di crescita come questa, che riguarda anche molte aziende del territorio coinvolte nell'indotto Fincantieri, dovranno passarci sopra con il carrarmato».
Lorenzo Sconocchini
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