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01/06/2021

Fincantieri investe 52 milioni sul benessere degli addetti dell’appalto

Il Sole 24 Ore - Cristina Casadei

Salute e sicurezza
Intesa con Fiom, Fim e Uilm per allungare le partnership e ridurre il mismatch
I saldatori o i carpentieri che lavorano nelle società dell'appalto di Fincantieri avranno maggiore stabilità occupazionale. Ma anche un innalzamento della qualità del loro lavoro, grazie a un ampio progetto di automazione. Un primo segnale concreto arriva dall'accordo siglato con Comau che porterà entro il 2022 il primo robot veicolo per la saldatura nei cantieri. Avranno anche maggiore benessere sul luogo di lavoro, grazie a un piano di investimenti fino al 2022, che prevede di destinare 52 milioni di euro (18 già impiegati nel 2019 e 2020 e altri 34 nel 2021 e 2022) alle infrastrutture logistiche per i dipendenti delle ditte esterne, dalle mense, agli spogliatoi, ai parcheggi. Verrà inoltre agevolato il loro accesso alle piattaforme di welfare.

Tutto questo è previsto dall'accordo raggiunto dal gruppo Fincantieri e da Fiom, Fim e Uilm sulla salute e sicurezza negli appalti nel solco del contratto integrativo del 2016 e nello spirito del nuovo contratto siglato da Federmeccanica e Assistal e sindacati. Le lavorazioni del gruppo hanno una specificità tale da rendere molto peculiare anche il "perimetro" occupazionale. Fincantieri, infatti, mantiene sì il proprio know-how, i centri direzionali ed i cantieri in Italia, dove impiega 10mila dipendenti diretti, ma attiva 90mila posti di lavoro tra forniture, servizi, consumi. Di questi quasi la metà, ossia 42mila, sono addetti dell'appalto che ogni giorno entrano negli stabilimenti per svolgere le attività di saldatura, carpenteria, montaggio tubi, impiantistica, isolazioni, verniciatura, allestimento. L'accordo riguarda questi lavoratori e oltre a contenere un piano di investimenti con un importante budget, ne ha anche uno legato alle prospettive occupazionali, di maggiore stabilità del posto di lavoro e di crescita delle competenze dei lavoratori: tra gli interventi le parti hanno infatti previsto la definizione di rapporti di partenariato di lungo periodo, per ridurre il turn over e mantenere le necessarie competenze. Secondo quanto si legge nel testo dell'accordo, le aziende dell'indotto saranno coinvolte anche sui temi della sostenibilità. Tra questi, per esempio, vi è l'adesione al "Codice Etico" che diventa una condizione essenziale per gli ordini, così come gli audit per l'analisi di ambiente, salute e sicurezza.

Per ridurre l'ormai storico problema del mismatch Fincantieri, d'intesa con i sindacati, ha individuato nelle politiche attive e nel rafforzamento del legame pubblico privato le vie d'uscita. Come? Rafforzando le iniziative con le amministrazioni regionali e comunali per recruiting e formazione/riqualificazione di personale uscito dal mercato del lavoro. E poi attraverso un gruppo di lavoro paritetico per la promozione di un "Bacino delle Professionalità di Settore", da sviluppare insieme alle Istituzioni centrali e locali competenti. Oltre che con le Agenzie del lavoro.

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