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01/07/2020

Fincantieri, dalle navi alle grandi opere Bono: «L’Europa difenda le proprie eccellenze»

Il Piccolo di Trieste - Francesco ferrari

Francesco ferrari «Le infrastrutture non compenseranno mai il nostro core business, che resta la costruzione navale. Quando ci siamo messi a disposizione del governo per ricostruire il viadotto di Genova non era questo il nostro obiettivo: noi abbiamo sempre diversificato le nostre attività. Ogni volta che si parla di "modello Genova" io sottolineo come quello che abbiamo fatto in Liguria, rispettando tempi e costi, siamo abituati a farlo da sempre per realizzare e consegnare le navi agli armatori nei tempi e nei costi previsti». Giuseppe Bono, ad di Fincantieri, guida un colosso da 4 miliardi di fatturato con venti stabilimenti tra Europa, Americhe e Asia e ventimila persone al lavoro, il 60% delle quali fuori dall'Italia. Leader al mondo nel segmento navi passeggeri, Fincantieri si sta affermando anche nel settore infrastrutture. Il ponte di Genova, realizzato in appena un anno in collaborazione con altre eccellenze italiane come Salini Impregilo e sotto la supervisione del Rina, per il gruppo basato a Trieste è il biglietto da visita più prestigioso. «In realtà se consideriamo solo il varo degli impalcati d'acciaio della nostra controllata Fincantieri Infrastructure, abbiamo impiegato 7 mesi, un tempo record, nonostante i ritardi oggettivi nella demolizione, gli spazi inevitabilmente angusti, le ondate di maltempo, il coronavirus - racconta Bono - Gli altri progetti non sarebbero stati in grado di competere con questo mix di eccellenze. E lo abbiamo dimostrato completando il ponte, un'opera così complessa e delicata, in dodici mesi, come promisi al premier Conte all'inaugurazione del nostro stabilimento di Valeggio sul Mincio esattamente ad aprile del 2019. Il nostro è un modello può essere applicato a qualsiasi altra opera, anche nelle infrastrutture, dove peraltro abbiamo inanellato una serie di altre commesse importanti, dal ponte di Braila sul Danubio - il terzo ponte sospeso più lungo d'Europa - ai porti liguri di Vado e Rapallo, da una base navale in Qatar al progetto del nuovo stadio del Bologna».Fincantieri si sta facendo largo in un settore nel quale l'Italia paga una evidente arretratezza. «In Italia le nuove opere sono sostanzialmente ferme al boom economico della ricostruzione post-bellica. Andrebbero favorite nuove infrastrutture, e manutenute, messe in sicurezza e rimodernate quelle esistenti. Molte opere necessarie non si sono mai costruite e per altre sono stati impiegati tempi biblici, con costi inaccettabili. Sento parlare ora di piani da 200 miliardi e di estensione del "modello Genova". Ma vorrei ricordare che a Genova non abbiamo derogato rispetto alle normative, abbiamo seguito il Codice degli appalti europei, e forse come costruttori siamo stati sottoposti a più controlli e pressioni che altrove. Il segreto è stata non la deregolamentazione, ma la virtuosa sinergia tra pubblico e privato, tra commissario e aziende, tra ambizione dell'opera e capacità industriale nel realizzarla». Fincantieri ora guarda agli scenari internazionali. Perché, se l'emergenza sanitaria ha dimostrato che l'Europa non può presentarsi divisa in momenti così drammatici, la decisione dell'Antitrust Ue sul dossier Stx France-Fincantieri tarda ad arrivare. «L'Europa deve fare di più per perseguire quell'unità di intenti e di visione che le consentirebbe di poter difendere le proprie eccellenze e competere ad armi pari con Oriente e Occidente. Fincantieri ha vinto in piena pandemia una commessa storica assegnata dalla Marina Usa, mi piacerebbe pensare che possa essere considerato un successo europeo, se avessimo una industria comune della Difesa. In quest'ottica si inserisce, ad esempio, Naviris, la joint venture con i partner francesi di Naval Group. In Cina siamo l'unico player mondiale a imporre la nostra tecnologia navale, e non a subirla. I cantieri francesi erano passati sotto mani coreane, oggi potrebbero essere invece guidati e ulteriormente rafforzati da mani italiane, dunque europee». --© RIPRODUZIONE RISERVATA