scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
27/11/2020

Finanziamenti alle imprese la Regione eroga 124 milioni

Il Tirreno - samuele bartolini

Sono 1867 le piccole e piccolissime aziende che incassano i contributi a fondo perduto. Rimaste fuori 1200 domande arrivano i soldi dopo il bando di settembre
firenzeL'estate è appena finita. La crisi pandemica picchia duro. La voglia di investire col soccorso pubblico, per le imprese piccole e medie che ancora si reggono in piedi, è tantissima.Giovedì 24 settembre. Sviluppo Toscana spa dà il via libera alle domande online per le aziende con un bando a sportello: sono contributi a fondo perduto alle piccole e medie imprese che da febbraio hanno sostenuto o sosterranno investimenti in beni materiali e immateriali. Sono ammessi progetti da 20 a 200mila euro, finanziati da un minimo del 40 fino all'80 per cento. Sono comprese anche le spese per misure anti-Covid. Ma la ratio è: chi prima arriva meglio alloggia. E allora via! E' una corsa a chi clicca prima. Passano un paio di giorni e il bando fa "il pienone". Alle ore 17 del 26 settembre Sviluppo Toscana - braccio operativo alla crescita della Regione - leva "le tende" al bando.La corsa online per gli aiuti agli investimenti segna 2915 domande: sono tantissime. Intanto rimane aperto un bando "minore", sempre a sportello: aiuta le aziende a fare piccole innovazioni e a digitalizzare. Il 15 novembre si chiude con 312 domande. Finisce che ce ne sono così tante di richieste, che vengono selezionate "solo" 1867 imprese per assegnare 124 milioni di fondi regionali: fanno poco meno di 114 milioni sui contributi a fondo perduto e poco più di 10 milioni su innovazione e digitalizzazione. Il tutto in grado di generare 261 milioni di investimenti. Un successo. In queste ore la Regione sta erogando i finanziamenti. Ma rimangono fuori 1200 domande tra non ammesse e accolte ma non finanziate: per queste ultime mancano all'appello 53 milioni che mandano in fumo 113 milioni di investimenti. Ma che aziende sono quelle che hanno partecipato ai due bandi?Sono perlopiù di piccole e piccolissime dimensioni. Nella stragrande maggioranza stanno in città o nelle periferie: molti terzisti della moda, poi aziende Ict, aziende della geotermia (queste sono sull'Amiata), bar e ristoranti. Soddisfatto l'assessore regionale all'economia Leonardo Marras: «Questi numeri ci dicono la grande voglia di investimento delle imprese toscane».Intanto tiene banco la polemica sulla riapertura o meno degli impianti sciistici. ll presidente della Regione Eugenio Giani li difende: «Smettiamola di fare i cittadini che guardano allo sci solo sotto l'aspetto del divertimento. Cerchiamo di capire coloro che vi lavorano e, mantenendo il loro reddito in montagna, consentono di tenere nella Toscana diffusa famiglie e presidi». -- samuele bartolini