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05/03/2021

«Finalmente giustizia è stata fatta»

QN - Il Resto del Carlino

JOLANDA di Valerio Franzoni Sul caso dei lavori di riqualificazione del giardino dell'asilo 'Don Chendi', eseguiti nel 2015, nessun illecito è stato commesso. È questo ciò che è stato acclarato dal giudice per le udienze preliminari Vartan Giacomelli che ieri ha prosciolto il vicesindaco di Jolanda di Savoia (che all'epoca dei fatti era primo cittadino) Elisa Trombin e l'allora dirigente dell'Ufficio Lavori pubblici Francesco Alberti. Non ci fu turbativa d'asta, né falso (contestato al solo architetto Alberti), secondo il gup, che ha ritenuto non vi fossero elementi per giustificare il rinvio a giudizio che era stato richiesto dal pm Isabella Cavallari. Il caso era emerso a seguito dei dubbi sollevati dall'allora gruppo di opposizione 'Alternativa civica' rispetto a presunte irregolarità su appalto, costi dei lavori e mancata trasparenza nell'operazione di riqualificazione del giardino della scuola. La questione era finita sul tavolo degli inquirenti, oltre che sui banchi del Consiglio comunale. Sia Trombin che l'architetto Alberti hanno sempre respinto ogni accusa, sostenendo con forza di aver sempre agito alla «luce del sole», seguendo il codice degli appalti e che a giustificare i lavori era sufficiente l'urgenza determinata dall'esigenza di mettere in sicurezza il giardinetto frequentato dai bambini della scuola. Una posizione che, ieri, ha avuto ulteriore conforto, col proscioglimento da parte del gip. «Ero sicura di non aver commesso nessun reato per il processo del giardino della nostra scuola - commenta Elisa Trombin -. Ringrazio prima di tutto il mio avvocato Fabio Anselmo e dedico questa giornata alla signora Elisabetta Pezzoli e all'opposizione di Jolanda che non hanno mai mancato di strumentalizzare questa vicenda processuale con una martellante campagna di fango. Giustizia è fatta e il tempo è galantuomo». Non nasconde la propria soddisfazione l'avvocato Fabio Anselmo: «Tutto si è concluso nell'udienza preliminare e non potrei essere più contento. Il giudice ha accolto in pieno la tesi della difesa sull'insussistenza di ogni reato. Trombin e Alberti hanno agito alla luce del sole e in perfetta buona fede. Si chiude quindi una vicenda su cui si è speculato troppo, e troppo è stata strumentalizzata politicamente». Alle parole dell'avvocato Anselmo, si aggiungono quelle dei legali Riccardo Caniato e Filippo Maggi che hanno difeso l'architetto Francesco Alberti: «Accogliamo con estrema soddisfazione la sentenza resa all'esito dell'udienza preliminare, anche alla luce di ulteriori accertamenti disposti dal giudice. Non sono stati ritenuti sussistenti nemmeno elementi tali da affrontare il dibattimento». © RIPRODUZIONE RISERVATA