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15/10/2020

Festival della luci del 2013 dirigenti comunali assolti

Il Messaggero

LA SENTENZA
Festival delle luci, tutti assolti perché «il fatto non sussiste». Si chiude con una sentenza di piena assoluzione il processo per abuso d'ufficio a due dipendenti comunali trascinati davanti al collegio del Tribunale «per una querelle politica». Come afferma l'avvocato Fabrizio Ballarini. Al centro del procedimento la manifestazione natalizia del 2013 targata Caffeina, che per quasi un mese illuminò le principali piazze di Viterbo con spettacoli e giochi di luci.
Secondo l'accusa, che inizialmente chiese il rinvio a giudizio, per realizzare quel festival gli imputati avrebbero agito in violazione delle norme di legge e di regolamento sulla disciplina di appalti, gare a evidenza pubblica e valutazione delle offerte, operando una valutazione surrettizia, artificiosa e non veritiera delle due offerte pervenute. Imputati in concorso: il dirigente comunale Stefano Menghini e la capoufficio Maria Paola Pugliesi, difesi dagli avvocati Francesco Cercola e Fabrizio Ballarini. Parte civile Gruppo Carramusa srl (avvocato Giuseppina Paolocci). «Siamo molti soddisfatti - ha spiegato l'avvocato Ballarini - abbiamo illustrato al collegio che la commissione ha seguito pedissequamente i criteri senza alcun abuso d'ufficio. E' chiaro che si è trattato di una querelle politica e niente più».
Il Festival delle luci finito sotto la lente dei magistrati è quello di 7 anni fa. Gli avvisi di fine indagine invece, del maggio 2017. E arrivarono sul tavolo dei tre i componenti della commissione, tra i quali una caposervizio poi deceduta, incarica di valutare le proposte per il Natale 2013. Ma a far scattare l'inchiesta fu l'esposto presentato dalla società che non vinse. Nelle indagini furono sentiti anche i presidenti di associazioni (Marco Trulli per Arci e Irene Temperini per Proloco) che dissero di aver visto prove luci prima che uscisse il bando. Prove che non hanno costituito nessuna prova. I due dipendenti hanno chiuso i conti con la giustizia con una piena assoluzione, chiesta dalla stessa Procura.
M.L.R.
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