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20/04/2021

Ferrovia porto-interporto, finalmente c’è lo sblocco

Il Tirreno - Mauro Zucchelli

Aggiudicato l'appalto da 20 milioni: lavori fin quasi alla fine del prossimo anno «Ma questo è solo un tassello del mosaico: ecco i binari strategici per il futuro»
Mauro ZucchelliGUASTICCE. La buona notizia l'abbiamo attesa per una ventina d'anni e adesso la troviamo a pagina 101 della Gazzetta Ufficiale n. 41, quinta serie speciale. Il titolo è quasi un romanzo: «Esito di gara: progettazione esecutiva ed esecuzione in appalto dei lavori del "Collegamento diretto tra Porto di Livorno e Interporto di Guasticce" (scavalco ferroviario linea Genova-Roma)». Non è una lettura avvincente ma dal burocratese salta fuori che finalmente Rete Ferroviaria Italiana, la società del colosso pubblico Fs, ha affidato l'appalto che consentirà di mandare merce fra porto e interporto dribblando la strozzatura all' "incrocio" con la linea Genova-Roma all'altezza della stazione di Calambrone.È un lavoro da 19,9 milioni di euro (aggiudicato con un leggero ribasso rispetto alla stima iniziale) che è stato affidato ad un pool di imprese a guida pisana: la capofila è la Cemes (gruppo Madonna), che ha al suo fianco Bit spa e Fontanini Ivano snc. Avranno tempo fin quasi alla fine 2022, secondo quanto specificato nel flash sulla pubblicazione ufficiale dei contratti pubblici.Stiamo parlando di quello "scavalco" che intanto aiuta la trasformazione dell'interporto nel retroporto: una sorta di "banchina lunga" del nostro scalo, e questa è l'operazione che ci saranno voluti cinque anni per formalizzarla ma alla fin fine ha portato, poco prima che l'ingegner Stefano Corsini lasciasse Palazzo Rosciano, a vedere l'Authority entrare come socio-guida (col 30,2%) nella società interportuale che ha Rocco Guido Nastasi come presidente e Angelo Roma come vice (a fine maggio è prevista l'assemblea dei soci con il rinnovo delle cariche, su quest'argomento illeghista Carlo Ghiozzi ha messo in campo una iniziativa politica in consiglio comunale).Ma non c'è soltanto questo, giurano tanto il neopresidente dell'Authority Luciano Guerrieri che l'amministratore delegato dell'interporto Bino Fulceri: se la Darsena Europa potenzia la capacità di far affluire merce dal mare c'è bisogno anche di migliorare l'infrastruttura lato terra per consentire che quanto arriva possa essere inoltrato verso destinazione.Questo è il tassello - dice Guerrieri - di un mosaico che comprende: 1) la bretella fra l'interporto e la linea ferroviaria Collesalvetti-Vada che permette di connettersi alla dorsale tirrenica anche verso sud e verso Piombino (perché nelle gallerie del Romito non possono passare certi tipi di treni-container); 2) il by-pass che fa saltare l'intasamento di Pisa Centrale e andare rapidamente verso Firenze dove connettersi all'Alta Velocità delle merci; 3) l'adeguamento agli standard P80 delle gallerie appenniniche fra Prato e Bologna.Tutto questo è un piano da 410 milioni di euro. Nel Recovery Plan non ve n'è traccia ma Guerrieri non smette il proverbiale ottimismo: «Ci sono anche altri possibili canale di finanziamento». E comunque è stata registrata positivamente l'attenzione delle Ferrovie. Tutt'altro che da sottovalutare questo passaggio: si tratta di idee messe a punto nel periodo in cui al vertice della società Fs c'era Maurizio Gentile, la turbolenta fase di avvicendamento rischiava di vederci alle prese con un cambio di rotta da parte del nuovo management guidato da Vera Fiorani. Non sembra sia così, e non è poco: anche perché l'alleanza con le Ferrovie è essenziale tanto sul fronte dalla Darsena Europa quanto sul versante lato terra (interporto).Insomma, siamo a una svolta a 15 anni dal giorno in cui arrivò il primo treno all'interporto di Guasticce: ore 10,30 d'un giovedì d'inizio marzo, eccoli 25 container da 40 piedi marchio China Shipping mettersi in posa - in favore del fotografo ufficiale ma senza cronisti fra i piedi - dietro il locomotore e sotto la maxi-gru capace di lavorare fino a 40 tonnellate. Poi più nulla per quasi un decennio, salvo poi finalmente riuscire a sbloccare l'impasse per gestire un flusso di qualche centinaio di treni all'anno.Già qualcosa ma ancora troppo poco, appena più di uno al giorno: migliaia di container, forse decine di migliaia. Ma non abbastanza di fronte allo standard di 700-800mila teu che ogni anno transitano dalle banchine di un porto che, con la Darsena Europa, sposta più in là l'asticella: il progetto sta in piedi con 1,2 milioni di teu. --© RIPRODUZIONE RISERVATA