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02/06/2020

Ferrotranvieri e appalti ferroviari Lavoratori sul piede di guerra

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA FASE 2 RIPRESA DIFFICILE
Cgil: «Nessuno stipendio da due mesi». Ugl: «Incontro in Comune»
l Le aziende, in crisi di liquidità, non anticipano il pagamento degli ammortizzatori sociali. Nel settore degli appalti ferroviari ormai centinaia di lavoratori salentini allo stremo. E i sindacati chiedono un incontro con il prefetto. «Sbloccare subito il pagamento della cassa integrazione, altrimenti il disagio economico e sociale sarà difficilmente controllabile». Cgil Lecce e Filt-Cgil Lecce intervengono sulla questione del mancato arrivo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori - in questo caso del trasporto - e chiedono un intervento del prefetto, Maria Teresa Cucinotta, nei confronti del Ministero del Lavoro. In una lettera inviata ieri, i segretari generali provinciali di Cgil e Filt, Valentina Fragassi e Giuseppe Guagnano, fanno presente come da oltre due mesi centinaia di lavoratori degli appalti ferroviari attendano l'agognato sussidio. In particolare i dipendenti di Dussmann Service e Boni spa, che hanno diritto alla cassa integrazione ministeriale in deroga, e i lavoratori ferrotranvieri della ditta Tundo, che aspettano i versamenti del Fondo integrazione salariale (Fis). «In assenza di risposte immediate sullo sblocco dei pagamenti diverrà sempre più complicato assicurare la tenuta sociale del territorio», scrivono nella lettera. È della scorsa settimana la videoconferenza tra istituzioni, rappresentanti delle forze dell'ordine, dei sindacati e delle organizzazioni datoriali sulle conseguenze del mancato pagamento degli ammortizzatori sociali ai lavoratori e dei prestiti alle imprese, per scongiurare il rischio di ricorrere a canali di finanziamento illegali. «Nell'ottica della collaborazione sollecitata nelle recenti riunioni telematiche, abbiamo scritto al prefetto per sollecitare un intervento sul Ministero del Lavoro. Le condizioni socio-economiche di questi lavoratori stanno diventando sempre più precarie. Il Governo sblocchi immediatamente il pagamento degli ammortizzatori sociali». La mancata corresponsione della differenza tra assegno ordinario e retribuzione media percepita negli ultimi 12 mesi è invece quello che denuncia la Ugl Autoferrotranvieri, accendendo i riflettori sulla Sgm. «Nonostante la chiusura del bilancio in attivo - dice il segretario Dario Loporchio - ad oggi l'azienda non ha ritenuto di incrementare la differenza succitata ai lavoratori». Il sindacato mette in rilievo inoltre come i dirigenti «nonostante la riduzione dei servizi di Tpl, non hanno attuato alcuna riduzione al proprio orario di lavoro, in smart working, assicurandosi lo stipendio». Ugl chiede dunque al sindaco di Lecce Salvemini un incontro con la Sgm «per ristabilire le condizioni economiche dei lavoratori e rasserenare gli animi sul loro futuro, nella speranza che il Comune diventi socio unico dell'azienda».

Foto: SITUAZIONE ESPLOSIVA Lavoratori del settore ferroviario e della Sgm in estremo affanno, ma anche gli operatori del settore eventi e turismo, come denunciato dall'imprenditore Nevio D'Arpa (foto sopra)