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26/01/2021

Ferro deve pagare i danni per le paratie Il Comune lo sa, però fa finta di niente

La Provincia di Como

Lungolago La Corte dei conti conferma la condanna per il dirigente a risarcire 27mila euro Nonostante questo Palazzo Cernezzi lo ha nominato nel team che deciderà li futuro dell'area
Quando il segretario comunale di Palazzo Cernezzi ha firmato l'ordinanza con cui ha inserito, nel team per decidere il futuro aspetto del lungolago, anche l'ex responsabile del procedimento paratie Antonio Ferro, l'amministrazione sapeva (e se la circostanza gli fosse sfuggita sarebbe allarmante) non solo della condanna penale, ma anche che poco meno di tre mesi prima la Corte dei conti aveva confermato la condanna erariale del dirigente per la vicenda paratie.

Non certo una sentenza "neutra" per il Comune, visto che il suo dirigente era stato da poco condannato in appello - dopo il precedente pronunciamento in primo grado - a risarcire alle casse della stessa amministrazione poco più di 27mila euro per i presunti danni erariali connessi con il cantiere infinito (e pasticciato) del lungolago.

Così la Corte dei conti

La sentenza della terza corte della sezione di appello respinge infatti il ricorso dei legali di Antonio Ferro (per contro i difensori dell'ex direttore lavori Antonio Viola, pure lui condannato in primo grado ma per "soli" 16mila euro, hanno scelto un ricorso differente davanti alle sezioni unite: la decisione d'appello per lui è ancora pendente). I difensori del dirigente del Comune (ora alla guida del settore Patrimonio di Palazzo Cernezzi) avevano contestato una serie di errori materiali dei giudici di primo grado, respinti in toto.

E dunque i giudici di secondo grado della magistratura contabile hanno di fatto sposato le conclusioni dei colleghi che avevano giudicato Ferro e Viola responsabili di aver concorso (assieme a tanti altri, Regione Lombardia inclusa) a causare un danno a 2,6 milioni di euro alle casse del Comune. Secondo i giudici i due sarebbero stati ben consapevoli «di aver cooperato nell'adozione di» quelle «varianti illegittime con ingiustificato, e per certi versi inutile, protrarsi dei tempi dell'appalto». E che le «condotte poste in essere» hanno di fatto «violatogli obblighi di servizio» dei due dirigenti comunali che, al contrario si sarebbero posti in una posizione di «supina accettazione di soluzioni ai problemi creati dalla scelta di revisionare il progetto che si rivelavano non in linea con la normativa sugli appalti» e questo «senza neanche un tentativo di ricondurre a norma la situazione».

Il team comunale

Dopo che su queste colonne, nei giorni scorsi, abbiamo dato notizia del provvedimento con cui veniva creato il team incaricato di decidere gli arredi del lungolago (ovvero del futuro aspetto dell'area interessata dal cantiere paratie), con l'inserimento nell'elenco anche del nome di Ferro, dall'amministrazione hanno informalmente fatto notare che alla fine, concretamente, il dirigente non dovrebbe occuparsi di persona della materia del contendere e che la delegherà sicuramente a un funzionario del settore.

E nonostante queste rassicurazioni, resta il fatto che il solo atto formale e ufficiale cita proprio il nome di Ferro senza porsi il dubbio dell'esistenza di una possibile incompatibilità - se non di fatto e legale - quantomeno legata a motivi di opportunità, oltre che al fatto di aver sicuramente messo in imbarazzo lo stesso dirigente. Che tutto avrebbe voluto, tranne che essere di nuovo associato alla vicenda paratie.P.Mor.