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29/12/2018

Ferraro (Ance): «Innovazione e grandi opere per ripartire»

Il Mattino

IL BILANCIO
Marco Borrillo
È stato un 2018 denso di attività per l'Ance sannita. Un impegno a tutto campo per riportare il settore edile al centro dell'economia, comparto trainante per il «Sistema Sannio» e per il Paese, e cercare di sdoganare l'idea comune di un settore «ancora troppo ancorato al passato», aprendo all'innovazione. Il presidente dell'Ance Benevento, Mario Ferraro, traccia un primo bilancio del 2018: «È l'impegno portato avanti negli ultimi tre anni, dall'idea della giornata del costruttore, giunta alla terza edizione, a nuovi progetti come il cantiere digitale, la diffusione della tecnologia Bim e il progetto ecomateria». Nella sua vision resta centrale il tema degli investimenti: «Il rilancio degli investimenti pubblici al Sud rappresenta un elemento centrale per la crescita. Purtroppo nelle manovre di bilancio, quando la coperta è corta, a farne le spese sono soprattutto le spese per investimenti. Non è un caso se a Torino, lo scorso 3 dicembre, oltre dodici associazioni di categoria si sono riunite per dire sì alla Tav. Poi c'è tutto un filone legato alla sicurezza del territorio, delle scuole, della manutenzione delle reti di trasporto e degli investimenti locali. L'Ance ha già stimato un ammontare di risorse destinate alle opere pubbliche pari a 140 miliardi di euro nei prossimi 15 anni. Circa l'80% (83 miliardi) riguarda il Sud. Una grande opportunità». Ma il problema resta trasformare le risorse in cantieri: «il tempo medio per la realizzazione di un'opera è di 3 anni per gli appalti più piccoli e 15,7 per uno più grande».
LE INFRASTRUTTURE
Resta alta la guardia sulle opere strategiche di prossima realizzazione nel Sannio. Per Ferraro un'importante leva di sviluppo in grado di rilanciare il settore delle costruzioni, che «registra nel 2017, a Benevento, 7.700 occupati con un incremento dello 0,7% rispetto all'anno precedente. Non abbiamo recuperato i livelli pre crisi ma sono fiducioso che la partenza di opere come la Napoli-Bari, la Fortorina, possa dare slancio all'occupazione. Con quest'obiettivo in merito alla Na-Ba, sul raddoppio della tratta Cancello-Frasso Telesino, è stato firmato a Roma un protocollo tra Ance nazionale e territoriali, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil nazionali e territoriali e consorzio Cft (aggiudicatario dei lavori), per garantire il costante aggiornamento delle parti coinvolte sull'avanzamento dei lavori e favorire lo sviluppo occupazionale. È uno dei punti cruciali, si tratta di un'opera strategica: solo per il tratto Cancello-Frasso il costo è di 766 milioni di euro, l'intera opera vale oltre 700 miliardi». L'impegno è portare avanti anche la piattaforma ecomateria, progetto nato con l'obiettivo di connettere le aziende che producono terre e rocce da scavo a quelle che ne hanno bisogno per le proprie lavorazioni. «Un processo virtuoso di economia circolale e tutela dell'ambiente. Abbiamo tenuto, poco prima di Natale, un incontro a Roma per avviarlo in campo nazionale». Sullo sfondo restano però i nodi della burocrazia e del codice degli appalti: «L'unico risultato ad oggi è stato bloccare la realizzazione delle infrastrutture necessarie al Paese. E i vari governi che si susseguono non aiutano. Il nostro settore nel 2008 valeva il 30% del Pil, oggi il 10%. Chiediamo che ci sia il coraggio di affrontare i problemi. Il tema è fare, non riempire documenti: ci sono più di 5mila opere ferme, per un valore di circa 15 miliardi».
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