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12/03/2021

Fenice, battaglia sul contratto del dirigente

Il Gazzettino

Capo del personale da stabilizzare, ma un sindacato non ci sta
LA POLEMICA
VENEZIA La Fenice vuole stabilizzare la figura del capo del personale, oggi affidata a un contratto a tempo determinato. Per questo aveva già bandito un primo bando, che però ha raccolto una sola domanda con i requisiti necessari, quella dell'attuale responsabile, Giorgio Amata. Di qui la decisione di annullarlo per preparare un nuova selezione che raccolga più candidature. Il caso ha, però, attirato l'attenzione della Fials, il sindacato dei lavoratori autonomi dello spettacolo, contraria all'applicazione del contratto di dirigente d'azienda per un'assunzione a tempo indeterminato. Un «caso unico in Italia», un'«anomalia», per il segretario nazionale, Enrico Sciarra, che ha «inviato un esposto ai ministeri competenti per chiedere la legittimità e la conseguente sostenibilità economica di questa tipologia di contratto». Ma il soprintendente del teatro veneziano, Fortunato Ortombina, difende l'operazione: «I tempi sono cambiati. Questa è una scelta a tutela della solidità e continuità della struttura».
LE DUE POSIZIONI
Il bando del contendere risale a dicembre e scadeva a metà febbraio. Solo tre le domande arrivate, di cui due però senza requisiti. Fials non entra in questi dettagli, la sua critica si ferma alla scelta del contratto a tempo indeterminato da dirigente d'azienda, e non di categoria. «Contratti simili, all'interno delle Fondazioni lirico sinfoniche - osserva - hanno solitamente validità di due o tre anni, alla scadenza dei quali vengono rinnovati o decadono insieme alla carica del Sovrintendente». Annota Sciarra: «Così si produce un'evidente discriminazione, perché ad essere premiati, con stipendi spesso più consistenti di due, tre o anche quattro volte quelli dei loro colleghi inquadrati secondo il Ccnl per le Fondazioni lirico sinfoniche, sono solo coloro che stanno più che altro nelle grazie del padrone».
Una ricostruzione respinta dal soprintendente, che ricorda come dieci anni fa la Fenice avesse quattro figure inquadrate come dirigenti d'azienda stabili. Ora sono solo due a tempo determinato. Oltre al capo del personale, il direttore generale e amministrativo, Andrea Erri. «Il mondo è cambiato, rispetto ai vecchi enti lirici. Il soprintendente è l'organo di gestione unico. E non si può pensare che una realtà con un budget come quello della Fenice sia affidata a un funzionario. Per rendere più solida e oculata la gestione della Fondazione servono professionalità». Di qui la scelta di stabilizzare il capo del personale. «Ora rifaremo il bando - conclude Ortombina - ripenseremo ai criteri di selezione proprio per avere un parterre di altissimo livello».
R. Br.
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